Articoli marcati con tag ‘Web 2.0’
Mettici il testo, il turismo religioso diventa 2.0!
Ricevo e volentieri divulgo, una interessante iniziativa di Art Museum hostel, una azienda costituita da giovani partenopei che si sta lanciando nel turismo con fantasia e creatività, cercando di sviluppare un progetto ambizioso. L’idea è quella di realizzare siti web sviluppati “a più mani” e in grado di proporre itinerari turistici e artistici nella città di Napoli.
La prima proposta di questi ragazzi è una ricerca sulle chiese di Napoli, per creare un elenco completo e dinamico da inserire sul portale www.turismoreligiosonapoli.it. La “sfida” lanciata attraverso il contest “Mettici il testo” suona più o meno così: “Noi abbiamo l’elenco, Voi metteteci il testo!” e richiede agli utenti di produrre un testo su una chiesa di Napoli, comprensivo di un giudizio personale. I testi in linea con gli standard richiesti saranno pubblicati sul sito a firma dell’autore. L’autore giudicato più meritevole, inoltre, otterrà una proposta di collaborazione con Art Museum hostel.
Per partecipare a questa iniziativa può contattare Art Museum hostel all’indirizzo e-mail info@artmuseumhostel.it, indicando in oggetto “PARTECIPAZIONE A METTICI IL TESTO”, indicando la disponibilità a partecipare all’iniziativa. i recapiti e richiedendo l’invio delle norme editoriali cui attenersi.
Il 2012 è vicino, convertitevi e praticate i riti dell’era 2.0!
A furia di “cazzeggiare” su Twitter e Facebook con elementi del calibro di @RudyBandiera, @davidelico, @merlinox, @simmessa e molti altri, su definizioni e titoli vari come “Social Media Evangelist”, guru, superhero, etc., finirò col prendermi troppo sul serio ed inizierò davvero ad evangelizzare le masse… avevo già iniziato a farlo nel post Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, ma credo si debba davvero ribadire il concetto.
In realtà questo nuovo post nasce da una fase di lieve scoramento social, ovvero dalla constatazione che tutto l’entusiasmo investito nel condividere, collaborare e fare fronte comune alle richieste del mercato insieme ad altre realtà professionali, si limiti spesso alla redazione di liste, gruppi e forum, senza trovare la capacità di andare oltre e di sfociare in vere occasioni di cooperazione. Si fa un gran parlare e retwittare, insomma, ma di concreto ben poco.
Perché? Le motivazioni sono molte, ma al primo posto c’è sempre quella latente diffidenza che nasce dalle vecchie impostazioni, dagli antichi schemi che non concepivano la possibilità di collaborare tra realtà “concorrenti” e che spingeva le aziende e i professionisti a fare lobby (e non squadra) soltanto nei confronti di entità superiori ed astratte come lo stato o la legge, piuttosto che condividere bacini di utenza e clienti. Men che meno il know-how, un tempo blindato ed oggi esternato (talvolta ostentato) in pillole, se non addirittura in “polpette avvelenate”. Leggi il resto di questo articolo »
Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare
Grande venerdì di #FollowFriday su #Twitter; follow, add, reciprocate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspettato, cinque o sei anni fa? Debbo ammettere che non sono stato uno dei primi a credere nelle potenzialità del web 2.0 e del social network. Non capivo perché ad un tratto la rete, fino ad allora destinata per lo più ai contenuti “ufficiali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai contributi degli utenti e diventare, credevo, un gigantesco contenitore di spam, di castronerie, di grida modello TV e di stupidaggini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma…
Il ma è che dopo due anni di sperimentazione e di comprensione del fenomeno, oggi ci credo più di chiunque altro e gli riconosco un grande merito: quello di aver stimolato la collaborazione tra gli utenti, rendendo possibile l’approccio tra realtà complementari o addirittura antagoniste o concorrenziali, come si usava sostenere un milione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha rovesciato la vecchia scala dei valori, togliendo meriti e onori a chi ne millantava, magari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituendone a chi sa vivere di maniche rimboccate e di capacità d’ascolto, di interazione e di cooperazione.
E questo serviva davvero, in un’epoca di super specializzazione e di tecnologie complesse che cambiano e si evolvono con estrema velocità. Certo, nel frattempo è cambiato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cambiato modo di vedere e di concepire la sfera lavorativa e la vita di ogni giorno. L’antico adagio secondo cui la “concorrenza migliora il prodotto” deve essere riscritta in funzione delle due parole magiche del web 2.0: condivisione e collaborazione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ‘80 si scambiano tecnologie, piattaforme, linee di produzione, etc.
Ora tocca a noi, che lavoriamo nei servizi del terziario avanzato o quarternario, ai professionisti del web e di tutte le aree e tecnologie ad esso collegato, annientando i vecchi schemi e abbattendo muri e barriere psicologiche, vecchie invidie e presunzioni, i complessi e le illusioni di un mondo che non esiste più. Ma soprattutto comprendendo che due figure sono destinate a scomparire in questo settore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibilità e i “lupi solitari”, che non sanno evolversi in battitori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumentando il raggio d’azione e le possibilità in modo reciproco.
E’ importantissimo collaborare in questo scenario. Collaborare e sperimentare una nuova ripartizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approcciare il cliente e di coinvolgerlo sempre più come partner, di seguirlo nella sua promozione e di affiancarlo alla nostra in convegni, fiere, dibattiti, momenti formativi. Grandi idee, come quella della Settimana del Baratto, sono destinate a produrre grandi risultati e ad abbattere molti vecchi muri e i nuovi social media sono i canali ideali per veicolare questi cambiamenti.
Gli ospedali USA e i social media, un binomio in ottima salute

Il centro medico dell’Università del Maryland su Twitter
Il fenomeno è analizzato (e “incoraggiato”) da diverso tempo da Edward Bennet, un Web Manager americano specializzato nel settore ospedaliero (è direttore delle strategie web del Sistema Sanitario dell’Università del Maryland) ed autore del blog “Found In Cache“. Gli ospedali americani sono sempre più presenti sui social media, in particolar modo su YouTube e Twitter, evidenza ben illustrata nelle slides di Bennet su SlidShare.net in cui vengono descritti numerosi casi di successo e buone pratiche.
Ma cosa ci fanno gli ospedali americani sul social network? Moltissime cose, in verità, tanto da spingere Bennet a parlare di sanità 2.0! In effetti attraverso i social media gli ospedali possono:
- gestire il servizio al pubblico (URP 2.0!)
- raggiungere la community
- fare didattica ed educazione ai pazienti
- gestire le pubbliche relazioni
- gestire la comunicazione delle crisi in tempo reale
Un bel traguardo ed una grande opportunità per questi enti. Tanto che Bennet ha già “monitorato” 250 aziende ospedaliere presenti sul web tra Twitter (160), YouTube (131), Facebook (94) e la blogosphera (24 blogs). Impressionanti i numeri relativi al Sistema Sanitario dell’Università del Maryland, la cui presenza web è curata da Bennet. Oltre 100 video didattici pubblicati su YouTube che generano 75.000 visitatori al giorno sul sito dell’università, presenza attiva e partecipata su Facebook e Twitter (più di 2.000 followers).
Bing indicizza i cinguettii dei VIP: il web verso una nuova era!
Siamo in una fase molto delicata per il web e per tutte le sue applicazioni. Lo si dice da molto: l’avvento di quello che chiamiamo web 2.0 non ha rappresentato in alcun modo un traguardo per la rete, ma al contrario è stata la molla di un cambiamento rapido, profondo e radicale. Siamo ancora agli inizi e lo scenario prospettato da Jeremiah Owyang circa un futuro in 5 ere per il social web, ad esempio, sembra addirittura una semplificazione eccessiva rispetto agli accadimenti quotidiani.
Di oggi la notizia che Bing, il recente motore di ricerca di Microsoft, ha iniziato da qualche ora ad indicizzare i contenuti delle pagine, i profili ed i commenti su Twitter dei personaggi più importanti della tecnologia, delle finanze e della politica a livello mondiale. Una svolta epocale che permetterà a questi personaggi, solo a loro per ora, ma probabilmente a tutti in futuro, di esprimersi in tempo reale e senza filtri attraverso lo strumento del microblogging. Con conseguenze clamorose in termini di opportunità pubblicitarie per Twitter, Facebook, Google, etc. Di queste evoluzioni ne parla oggi anche un bel post di Claudio Vaccaro su www.socialware.it, dal titolo Microblogging war o sfida finale sulla search?
Cosa significa in termini di advertising questa nuova mossa di Bing (e non solo)? Il senso appare molto chiaro: l’indicizzazione della “statusphera” darà luogo ad una vera e propria guerra per l’indicizzazione in tempo reale, con conseguenti opportunità di guadagno da parte dei motori di ricerca e di tutto l’indotto. Una guerra fatta di battaglie quotidiane per la visibilità a colpi di cinguettii e status! Chi vincerà la guerra? I motori di ricerca, ovviamente…
Scambiamo link o ci connettiamo? Il web 2.0 cambia abitudini e prospettive.
C’era una volta lo scambio link (ne ho già parlato nel mio “Lo scambio link è morto, viva lo scambio link“), una pratica che i motori di ricerca apprezzavano, forse soltanto perché preludeva a quello che poi sarebbe successo: all’avvento del social network! Sì, lo so, forse esagero, ma è grazie allo scambio link che ogni webmaster pivello ha avuto modo di approcciare altri webmasters e di iniziare a socializzare. Non è così?
Poi, come spesso accade, qualcuno ha esagerato, sono nate vere e proprie “fabbriche di link” e i motori hanno messo un freno. Oggi quella vecchia pratica è diventata un mestiere complicato e si chiama link building, un mestiere da professionisti, ma non è di questo che voglio scrivere. Parto da qui soltanto per affermare che il web dei nostri giorni è non è più soltanto il luogo dove si cercano le informazioni, quel luogo un po’ stantio in cui davvero i link potevano aggiungere brio ed aiutare la navigazione, “presentando” agli utenti nuovi siti e nuovi percorsi. Il web 2.0 è molto di più e molto di meglio. Leggi il resto di questo articolo »
Web 2.0 “ora pro” nobis: adotta un prete su Facebook!

Adotta spiritualmente un Sacerdote
Ebbene sì, ogni giorno c’è un nuovo “messaggio” e un nuovo modo per utilizzare i social media e Facebook, in particolare. Oggi ADN Kronos riporta la notizia di un prete, padre Antonio Rungi, che ha creato il gruppo “Adotta un sacerdote spiritualmente“.
Per l’anno sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI in occasione dei 150 anni della nascita al cielo di San Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’Ars, vi invito carissimi amici di fb e di internet ad adottare spiritualmente un sacerdote, compreso il sottoscritto.
Così recita il testo del gruppo. Si tratta di un affidamento “virtuale” che richiede qualche piccolo sacrificio: ad esempio il fioretto di almeno un’Ave Maria al giorno per tutto l’anno sacerdotale, che si concludera’ in giugno 2010, per il sacerdote che si e’ deciso di adottare. Complimenti a padre Rungi per la fantasia e per l’ottimo uso del social network. Un altro chiaro esempio di come gli strumenti offerti dal web 2.0 siano per tutti e per tutte le esigenze.
Facebook e le aziende, 7 buoni motivi per esserci
Mi capita spesso di confrontarmi con titolari di piccole e medie aziende sul web e sulle diverse opportunità di promozione e visibilità. Debbo ammettere che non sono pochi gli imprenditori che cercano di capire la rete ed i suoi meccanismi, ma ancora mi stupisco di quanti siano quelli che dicono “Il social network? No, non fa per noi…“. Lo stesso vale per molti altri mezzi e strumenti, ovviamente, considerati spesso futili gadget per teenager.
In quei momenti comprendo a fondo l’utilità del mio ruolo di consulente e cerco di mettere in luce tutti gli aspetti positivi di ciascuna opportunità, partendo da una parolina magica che nessun imprenditore può fare a meno di apprezzare: (è) GRATIS! Non del tutto, ovviamente, perché il tempo che si investe nel web ha comunque un costo, ma i benefici che ne derivano valgono assolutamente l’investimento.
Perché dunque un’azienda dovrebbe sbarcare su Facebook? Ecco la mia lista in 7 punti: Leggi il resto di questo articolo »
![Bing indicizza i cinguettii dei VIP: il web verso una nuova era! Reblog this post [with Zemanta]](http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=07471b87-e9cc-4758-bfe5-502636d8c030)








Sono un esperto web (SEO, web marketing, strategie di comunicazione) e scrivo di questo e di altri argomenti (sostenibilità, ambiente, cohousing, scrittura) su questo e su altri blog.