Articoli marcati con tag ‘Google’
Importare i contatti Twitter in Google Buzz
Chi fosse interessato ad utilizzare tw2buzz può lasciare un commento a questo post per ottenere il codice d’invito.
Da alcuni giorni è attivo anche in Italia Buzz, il nuovo strumento social di Google. Ho aspettato un po’ a parlarne, non tanto per via della mia proverbiale pigrizia, quanto per “annusare l’aria” e farmi un idea sullo strumento e sull’impatto che il suo lancio avrebbe avuto sulla statusphera italiana. Come al solito le critiche non sono mancate, così come i vari “serviva davvero un altro social network?“, “e con la privacy come la mettiamo…?“, “ma c’era già Wave e non era nemmeno troppo piaciuto” e via bla-bla-blando.
Parallelamente, però, gli utenti del nuovo strumento (davvero non me la sento di chiamarlo anch’io social network) sono cresciuti di giorno in giorno, tanto che dopo solo 48 ore dal mio primo utilizzo mi ritrovo già con 200 e passa followers, drammaticamente tradotti in “seguaci” nella versione italiana. Non mi sembrano davvero numeri da insuccesso. Certo, anche in America Google ha avuto problemi con Buzz per le varie questioni legate alla privacy e alla pseudo imposizione fatta in particolare agli utenti di Gmail, che si sono trovati catapultati in un fiume di Buzz di vecchissimi e/o quasi sconosciuti contatti, gridando alla svendita dei propri dati e contenuti personali.
Mi sento però di tranquillizzare gli scettici e i preoccupati, e di affermare che questo non è avvenuto, quanto meno non in termini così allarmanti, e che gli altri strumenti social presentano le stesse caratteristiche e rischi potenziali; sono altresì convinto che Buzz rappresenterà di qui a breve, in particolare per le utenze mobili, un eccezionale strumento di condivisione, di conversazione, di aggiornamento e di collaborazione. Molto meglio di quanto i vari Facebook e Twitter non abbiano ancora saputo fare, sebbene perfettamente integrati con migliaia di altri strumenti e servizi già affermati e molto utilizzati.
E’ anche per questa mia ottimistica visione che ho cercato immediatamente il modo di importare in Buzz contatti e conoscenze. Una ricerca che mi ha condotto immediatamente a tw2buzz, un servizio gratuito che sfruttando le API di Twitter, permette di importare i followers in Google Buzz. Non si tratta di un servizio che lavora in automatico; il programma si limita a cercare i profili Google dei nostri Twitter follower, offrendoci la possibilità di seguire chi davvero vogliamo senza pericolosi automatismi. Si tratta di un servizio in versione Beta e per il momento ad accesso limitato attraverso inviti, ma di grande interesse. Come anticipato nel titolo dispongo di un piccolo quantitativo di inviti da distribuire a quanti di voi lasceranno un commento: vi aspetto!
USA: 1 milione di Twitter followers per Whole Foods Market
Che tra le grandi aziende americane Twitter stia diventando un canale di promozione e di informazione di grande prospettiva lo si è detto più volte, ma i numeri di questa tendenza non sempre balzano all’occhio, se non in casi eclatanti. E sicuramente eclatante è il milione di seguaci messi assieme su Twitter in poco più di un anno da Whole Foods Market, che entra prepotentemente nel club dei milionari Twitter (una 50 di account in tutto il mondo).
Niente di strano. Twitter è uno dei nuovi strumenti di comunicazione, è gratuito, veloce, immediato e semplice da usare ed è più che normale che le grandi aziende destinino una o più risorse a queste nuove forme di marketing, ma numeri come quelli, tanto più a in per un’azienda che opera in campo alimentare, non possono che stupire e spingere a riflettere chi di questi fenomeni si occupa.
E’ vero, Twitter è ancora un fenomeno di moda e di costume; ai primi posti tra i più seguiti ci sono attori come Ashton Kutcher, con 2,7 milioni di followers ed Ellen DeGeneres (aka TheEllenShow) e star come Britney Spears, tutti oltre i 2 milioni di followers insieme alla CNN (fonte http://twitterholic.com). Attrettanto vero è che le aziende oltre il milione di seguaci si contano sulla punta delle dita: Twitter (1,8 milioni), Google (1,1) e alcune testate giornalistiche. Ecco perché il milione di followers raggiunto da Whole Foods Market è una notizia eclatante!
Una company non tecnologica nell’impero dei media, di Google e Dell (850milla followers), con un account milionario e un’infinità di accounts per ogni singola esigenza dei clienti. Segno di una confidenza nel mezzo che va oltre qualsiasi statistica, ma che sembra davvero premiare l’azienda Texana. Sarebbe davvero ora che anche le nostre imprese si accorgessero di queste opportunità e seguissero esempi illuminanti come questo.
Nasce Google Chrome OS, il sistema operativo open source di Google
Dopo tanto parlarne sembra ormai ufficiale: Google è prossimo al lancio di Google Chrome OS, un sistema operativo leggero, fortemente orientato al web, open source e basato su kernel Linux. Il sistema sarà inizialmente riservato ai notebook, su molti dei quali sarà installato già a partire dal 2010. Un sistema web oriented al 100%, sembrerebbe, visto che le applicazioni che gireranno all’interno del sistema saranno tutte Web application, caratteristica che gli sviluppatori apprezzeranno e che non richiederà nuove competenze tecniche per sviluppare nuovi applicativi.
Entro il 2009 sarà rilasciato il codice sorgente del nuovo sistema opeartivo e la comunità open source potrà contribuire al suo sviluppo. Le armi vincenti di Google Chrome OS saranno la velocità, la stabilità e la sicurezza (sul blog di Google al riguardo scrivono che stanno progettando il sistema in modo che gli ”users don’t have to deal with viruses, malware and security updates“), nonché la naturale e genetica familiarità col web, prospettando un modo nuovo di concepire il lavoro e l’utilizzo del computer.
Bing indicizza i cinguettii dei VIP: il web verso una nuova era!
Siamo in una fase molto delicata per il web e per tutte le sue applicazioni. Lo si dice da molto: l’avvento di quello che chiamiamo web 2.0 non ha rappresentato in alcun modo un traguardo per la rete, ma al contrario è stata la molla di un cambiamento rapido, profondo e radicale. Siamo ancora agli inizi e lo scenario prospettato da Jeremiah Owyang circa un futuro in 5 ere per il social web, ad esempio, sembra addirittura una semplificazione eccessiva rispetto agli accadimenti quotidiani.
Di oggi la notizia che Bing, il recente motore di ricerca di Microsoft, ha iniziato da qualche ora ad indicizzare i contenuti delle pagine, i profili ed i commenti su Twitter dei personaggi più importanti della tecnologia, delle finanze e della politica a livello mondiale. Una svolta epocale che permetterà a questi personaggi, solo a loro per ora, ma probabilmente a tutti in futuro, di esprimersi in tempo reale e senza filtri attraverso lo strumento del microblogging. Con conseguenze clamorose in termini di opportunità pubblicitarie per Twitter, Facebook, Google, etc. Di queste evoluzioni ne parla oggi anche un bel post di Claudio Vaccaro su www.socialware.it, dal titolo Microblogging war o sfida finale sulla search?
Cosa significa in termini di advertising questa nuova mossa di Bing (e non solo)? Il senso appare molto chiaro: l’indicizzazione della “statusphera” darà luogo ad una vera e propria guerra per l’indicizzazione in tempo reale, con conseguenti opportunità di guadagno da parte dei motori di ricerca e di tutto l’indotto. Una guerra fatta di battaglie quotidiane per la visibilità a colpi di cinguettii e status! Chi vincerà la guerra? I motori di ricerca, ovviamente…
Il paradosso della visibilità nell’epoca di Google, Facebook, Twitter & co.
Siamo ancora molto lontani, ritengo, dal comprendere e dallo sfruttare appieno le opportunità offerte dalla rete e le sue dinamiche più profonde. I “rumors” causati dalle proteste del popolo iraniano a seguito delle recenti e controverse elezioni, hanno stimolato alcune considerazioni e rinnovato in me l’antico “so di non sapere” di socratica memoria, associato ad un promettente “quindi studio e mi informo” di mia personale creazione.
Tra i tanti, in queste ore, leggo un bel post di Gianluca Rini su www.onemarketing.it, “Iran: le proteste aiutano il marketing del Web 2.0“, che in qualche modo da voce alla teoria secondo cui molto dell’impeto con cui i nuovi media stanno “pompando” la protesta sia in realtà il frutto di una sottile ed acuta campagna di marketing messa in atto da Google, Facebook e Twitter, che peraltro stanno lanciando nuovi servizi proprio in questo contesto. Chissà, la mia innata natura dietrologica potrebbe anche decidere di aderire a questa corrente di pensiero… Leggi il resto di questo articolo »
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Sono un esperto web (SEO, web marketing, strategie di comunicazione) e scrivo di questo e di altri argomenti (sostenibilità, ambiente, cohousing, scrittura) su questo e su altri blog.