Wordpress, Joomla, Drupal & Co. finiranno per uccidere le web agency?

Più credo di conoscere lo scon­fi­nato uni­verso del web, più mi con­vinco di assomigliare al buon vec­chio Socrate, ripe­tendo mille volte a me stesso che la sola cosa che so davvero è… che so di non sapere! Ma sic­come le frasi fatte non mi piac­ciono, nem­meno quelle dei grandi del pas­sato, com­pleto il para­dosso con un folle “so di non sapere, eppure ne so troppo”! Già, per­ché oggi non sapere è inam­mis­si­bile, quindi noi tutti pas­si­amo ore e giorni a stu­di­are uno sce­nario che spesso sem­bra sfug­girci davanti e las­cia­rci indietro.

Il titolo di questo post è volu­ta­mente provo­ca­to­rio e tutto som­mato anacro­nis­tico. Le tre realtà citate hanno ormai diversi anni di vita e innu­merevoli release e, sebbene siano in rap­ida dif­fu­sione (io stesso ne abuso a piene mani), non hanno can­cel­lato la neces­sità di far ricorso ad abili pro­gram­ma­tori e ad aziende spe­cial­iz­zate, per la real­iz­zazione di siti e appli­cazioni web. Ma il numero degli “sman­et­toni avan­zati” aumenta in modo rapido ed espo­nen­ziale, questo va riconosci­uto, e il numero di aziende che oper­ano nel set­tore sta calando, dicono le statistiche.

Ha ragione il mio titolo, dunque? Direi pro­prio di no, anzi ne sono certo. Quello che sta ucci­dendo le “vec­chie” web agency, sem­mai, è quasi sem­pre il loro modo di vedere la realtà; il non aver com­preso per tempo, che il cam­bi­a­mento che la men­tal­ità “open source” stava operando e che poi ha por­tato al web 2.0, non poteva essere inter­pre­tata che in un solo ed unico modo: evoluzione del mer­cato e della specie. Stava cam­biando il mondo, e loro si osti­na­vano a guardare tutti dall’alto di un know-how che presto sarebbe stato alla por­tata di molti (o così sembra).

In effetti il vero know-how è ancora per pochi e, peg­gio, non c’è più un unica “scienza”, ma un com­p­lesso mix di com­pe­tenze che si strat­i­f­i­cano, si intrec­ciano e si sup­por­t­ano, nella prog­et­tazione, sviluppo e ges­tione di un mod­erno sito web. Fare un buon sito, ai nos­tri giorni, sig­nifica dunque gio­care di squadra tra grafici, pro­gram­ma­tori, esperti di SEO, di comu­ni­cazione e di mar­ket­ing… un vero staff di pro­fes­sion­isti che soltanto in parte sono rap­p­re­sen­tati nell’offerta dei pac­chetti dei vari CMS e rel­a­tivi componenti.

No, lo ripeto. Nes­suno si vedrà sfug­gire il lavoro per colpa dei soft­ware liberi e gra­tu­iti, ma siamo ancora nel pieno di una riv­o­luzione che cam­bierà pro­fon­da­mente il modo di con­cepire il lavoro ed il busi­ness, i suoi stru­menti, le sue tem­p­is­tiche, le pro­fes­sion­al­ità e l’approccio. Non basta più essere quelli che sanno e che fanno, ma serve dram­mati­ca­mente essere quelli che guardano avanti e che vedono dove gli altri non sanno vedere, cogliendo e pro­po­nendo ai cli­enti le oppor­tu­nità che sono dietro l’angolo, non la solita mines­tra riscal­data e guar­nita a dovere.

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  • Grazie per i vostri commenti e concordo. In effetti si tratta di strumenti molto diversi tra loro che permettono di ottenere ottimi risultati, ma non certo di sostituire il lavoro di programmazione in quanto tale, che era e resta la via mestra per la realizzazione di siti web, applicativi, programmi, etc. Piuttosto le agenzie dovrebbero preoccuparsi di come contenere i costi entro un range realistico e al passo coi tempi, non certamente esaltanti...
  • Salve mi permetto di inserire una mia personale considerazione riprendendo il titolo di questo post... è piuttosto una risposta a questo post. Si Joomla e Co. uccideranno anzi lo stanno gia facendo alcune figure professionali operanti nel web (anche se io stesso uso vari CMS sia OpenSource che a "pagamento"), ma la cosa piu grave è che chi adopera vari CMS si autodefinisca Programmatore ed è questo che è molto grave, per lavoro visito decine di siti web ogni giorno e mi capita sempre piu spesso di visitare siti joomla dove il codice non è stato implementato o altro e si trova nei footer del sito/siti "powered" by TalDeiTali. Ecco su questo bisognerebbe fare un po di chiarezza, e sarebbe gia un buon inizio, questo per creare una politica corretta e professionale. Mi è capitato addirittura a me che conoscendo in minima parte il PHP e "indirizzando" come consulente esterno di una sqaullida associazione culturale nell'uso di joomla ebbene questi si sono presentati dopo un mese come PROGRAMMATORI.... bah. Sarebbe solo necessario in questo specifico, che lo staff di sviluppatori "pretendano" che nei footer non sia rimosso il "powered by Joomla" e non solo nel codice, questo per una corretta interpretazione sulle REALI competenze di chi ha messo online un nuovo sito web, mi sembra troppo dire che lo abbia realizzato. Con Joomla ed altri CMS chiunque puo tranquillamente avere il suo sito, anche con una veste molto professionale data la flessibilita... in questo caso di joomla, con una buona guida anche chi non sa praticamente nulla di PHP/MySQL SOAP ed altro puo ritrovarsi un bel sito e spacciarlo per una sua "opera". Ecco volevo solo dire questo... avrò fatto un po di impicci ma perdonatemi non sono uno scrittore
  • Le web agencies lavorano in un settore molto, molto dinamico che richiede un aggiornamento costante tout-court. Se dovessero "perire" in parte, significherebbe che non hanno capito nulla di come si lavora.

    CMS o meno, gli stessi ruoli all'interno sono passati da avere uno-due programmatori e un grafico che sa fare qualche bottone/animazione in Flash (faccio un esempio eh) all'avere necessariamente un esperto in web publishing, web marketing, un web designer serio che sappia cosa sia una UI e quindi la programmazione diventa progressivamente meno importante.

    Sinceramente eviterei di affiancare Drupal che è più un framework a WP e Joomla che offrono una "pappa pronta" e si vede. E' un discorso lungo, meglio fermarmi qui : )
  • Sì, in effetti ho precisato che l'idea di questo post è un tantino anacronistica, ma il diffondersi sempre maggiore dei CMS e delle opportunità di software fai-da-te mi ha spinto a queste semplici riflessioni. Grazie per il commento!
  • Ciao Claudio, avendo letto il titolo in Twitter stavo per scrivere .. "ma và ;-)"

    ..ma leggendo il post hai dato questa risposta da solo. Nonostante i "tecnici" possano pensare che questi CMS siano semplici da usare, non è affatto così per l'utente medio.

    Oltretutto, per chi si cimenta, spesso il fai-da-te genera prodotti che da molti punti di vista risultano discutibili...
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Autore
Claudio GagliardiniSono un esperto web (SEO, web mar­ket­ing, strate­gie di comu­ni­cazione) e scrivo di questo e di altri argo­menti (sosteni­bil­ità, ambi­ente, cohous­ing, scrit­tura) su questo e su altri blog.
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