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	<title>Commenti a: Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare</title>
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	<description>comunicazione creativa nel web</description>
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		<title>Di: Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare &#124; Netpropaganda</title>
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		<dc:creator>Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare &#124; Netpropaganda</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 10:43:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare  //  Grande venerdì di #FollowFriday su #Twitter; follow, add, reciprocate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspettato, cinque o sei anni fa? Debbo ammettere che non sono stato uno dei primi a credere nelle potenzialità del web 2.0 e del social network. Non capivo perché ad un tratto la rete, fino ad allora destinata per lo più ai contenuti “ufficiali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai contributi degli utenti e diventare, credevo, un gigantesco contenitore di spam, di castronerie, di grida modello TV e di stupidaggini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma… Il ma è che dopo due anni di sperimentazione e di comprensione del fenomeno, oggi ci credo più di chiunque altro e gli riconosco un grande merito: quello di aver stimolato la collaborazione tra gli utenti, rendendo possibile l’approccio tra realtà complementari o addirittura antagoniste o concorrenziali, come si usava sostenere un milione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha rovesciato la vecchia scala dei valori, togliendo meriti e onori a chi ne millantava, magari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituendone a chi sa vivere di maniche rimboccate e di capacità d’ascolto, di interazione e di cooperazione. E questo serviva davvero, in un’epoca di super specializzazione e di tecnologie complesse che cambiano e si evolvono con estrema velocità. Certo, nel frattempo è cambiato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cambiato modo di vedere e di concepire la sfera lavorativa e la vita di ogni giorno.  L’antico adagio secondo cui la “concorrenza migliora il prodotto” deve essere riscritta in funzione delle due parole magiche del web 2.0: condivisione e collaborazione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ’80 si scambiano tecnologie, piattaforme, linee di produzione, etc. Ora tocca a noi, che lavoriamo nei servizi del terziario avanzato o quarternario, ai professionisti del web e di tutte le aree e tecnologie ad esso collegato, annientando i vecchi schemi e abbattendo muri e barriere psicologiche, vecchie invidie e presunzioni, i complessi e le illusioni di un mondo che non esiste più. Ma soprattutto comprendendo che due figure sono destinate a scomparire in questo settore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibilità e i “lupi solitari”, che non sanno evolversi in battitori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumentando il raggio d’azione e le possibilità in modo reciproco. E’ importantissimo collaborare in questo scenario. Collaborare e sperimentare una nuova ripartizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approcciare il cliente e di coinvolgerlo sempre più come partner, di seguirlo nella sua promozione e di affiancarlo alla nostra in convegni, fiere, dibattiti, momenti formativi. Grandi idee, come quella della Settimana del Baratto, sono destinate a produrre grandi risultati e ad abbattere molti vecchi muri e i nuovi social media sono i canali ideali per veicolare questi cambiamenti.         Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, continua a leggere su: http://www.claudiogagliardini.name/2009/11/social-network-web-collaborare.html#utm_source=feed&amp;utm_m... [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[…] Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare  //  Grande venerdì di #FollowFriday su #Twitter; follow, add, reciprocate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspettato, cinque o sei anni fa? Debbo ammettere che non sono stato uno dei primi a credere nelle potenzialità del web 2.0 e del social network. Non capivo perché ad un tratto la rete, fino ad allora destinata per lo più ai contenuti “ufficiali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai contributi degli utenti e diventare, credevo, un gigantesco contenitore di spam, di castronerie, di grida modello TV e di stupidaggini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma… Il ma è che dopo due anni di sperimentazione e di comprensione del fenomeno, oggi ci credo più di chiunque altro e gli riconosco un grande merito: quello di aver stimolato la collaborazione tra gli utenti, rendendo possibile l’approccio tra realtà complementari o addirittura antagoniste o concorrenziali, come si usava sostenere un milione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha rovesciato la vecchia scala dei valori, togliendo meriti e onori a chi ne millantava, magari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituendone a chi sa vivere di maniche rimboccate e di capacità d’ascolto, di interazione e di cooperazione. E questo serviva davvero, in un’epoca di super specializzazione e di tecnologie complesse che cambiano e si evolvono con estrema velocità. Certo, nel frattempo è cambiato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cambiato modo di vedere e di concepire la sfera lavorativa e la vita di ogni giorno.  L’antico adagio secondo cui la “concorrenza migliora il prodotto” deve essere riscritta in funzione delle due parole magiche del web 2.0: condivisione e collaborazione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ’80 si scambiano tecnologie, piattaforme, linee di produzione, etc. Ora tocca a noi, che lavoriamo nei servizi del terziario avanzato o quarternario, ai professionisti del web e di tutte le aree e tecnologie ad esso collegato, annientando i vecchi schemi e abbattendo muri e barriere psicologiche, vecchie invidie e presunzioni, i complessi e le illusioni di un mondo che non esiste più. Ma soprattutto comprendendo che due figure sono destinate a scomparire in questo settore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibilità e i “lupi solitari”, che non sanno evolversi in battitori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumentando il raggio d’azione e le possibilità in modo reciproco. E’ importantissimo collaborare in questo scenario. Collaborare e sperimentare una nuova ripartizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approcciare il cliente e di coinvolgerlo sempre più come partner, di seguirlo nella sua promozione e di affiancarlo alla nostra in convegni, fiere, dibattiti, momenti formativi. Grandi idee, come quella della Settimana del Baratto, sono destinate a produrre grandi risultati e ad abbattere molti vecchi muri e i nuovi social media sono i canali ideali per veicolare questi cambiamenti.         Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, continua a leggere su: <a href="http://www.claudiogagliardini.name/2009/11/social-network-web-collaborare.html#utm_source=feed&amp;utm_m.." rel="nofollow">http://www.claudiogagliardini.name/2009/11/social-network-web-collaborare.html#utm_source=feed&amp;utm_m..</a>. […]</p>
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		<title>Di: Claudio Gagliardini</title>
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		<dc:creator>Claudio Gagliardini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:20:56 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Rudy, in effetti il futuro è fatto di questo, collaborazione e mutuo accrescimento. Io la vedo così!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Rudy, in effetti il futuro è fatto di questo, collaborazione e mutuo accrescimento. Io la vedo così!</p>
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		<title>Di: Rudy Bandiera</title>
		<link>http://www.claudiogagliardini.name/2009/11/social-network-web-collaborare.html/comment-page-1#comment-215</link>
		<dc:creator>Rudy Bandiera</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:18:45 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;terziario avan­zato o quar­ternario&quot;. Cosa scusa? Secondo me siamo in un giurassico evoluto o in un paleolitico antiquato.
A parte gli scherzi bravo Claudio, hai detto cose giuste come spesso accade: il Web 2.0 è molto più vicino alla &quot;real life&quot; di quanto non lo fosse prima: questa è la vera rivoluzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“terziario avan­zato o quar­ternario”. Cosa scusa? Secondo me siamo in un giurassico evoluto o in un paleolitico antiquato.<br />
A parte gli scherzi bravo Claudio, hai detto cose giuste come spesso accade: il Web 2.0 è molto più vicino alla “real life” di quanto non lo fosse prima: questa è la vera rivoluzione.</p>
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		<title>Di: uberVU - social comments</title>
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		<dc:creator>uberVU - social comments</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:56:45 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Social comments and analytics for this post...&lt;/strong&gt;

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