Siti internet Web Marketing Consulenza
Realizzazione siti e portali internet, corporate blog, posizionamento sui motori di ricerca
Con particolare riferimento al settore turistico, progetto e realizzo, in proprio e attraverso collaborazioni, siti web statici e dinamici, svolgo consulenza SEO, SEM e web marketing, social media advertising, campagne di comunicazione su Facebook e Twitter, content management, article marketing, web copywriting.
Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare
Grande venerdì di #FollowFriday su #Twitter; follow, add, reciprocate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspettato, cinque o sei anni fa? Debbo ammettere che non sono stato uno dei primi a credere nelle potenzialità del web 2.0 e del social network. Non capivo perché ad un tratto la rete, fino ad allora destinata per lo più ai contenuti “ufficiali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai contributi degli utenti e diventare, credevo, un gigantesco contenitore di spam, di castronerie, di grida modello TV e di stupidaggini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma…
Il ma è che dopo due anni di sperimentazione e di comprensione del fenomeno, oggi ci credo più di chiunque altro e gli riconosco un grande merito: quello di aver stimolato la collaborazione tra gli utenti, rendendo possibile l’approccio tra realtà complementari o addirittura antagoniste o concorrenziali, come si usava sostenere un milione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha rovesciato la vecchia scala dei valori, togliendo meriti e onori a chi ne millantava, magari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituendone a chi sa vivere di maniche rimboccate e di capacità d’ascolto, di interazione e di cooperazione.
E questo serviva davvero, in un’epoca di super specializzazione e di tecnologie complesse che cambiano e si evolvono con estrema velocità. Certo, nel frattempo è cambiato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cambiato modo di vedere e di concepire la sfera lavorativa e la vita di ogni giorno. L’antico adagio secondo cui la “concorrenza migliora il prodotto” deve essere riscritta in funzione delle due parole magiche del web 2.0: condivisione e collaborazione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ’80 si scambiano tecnologie, piattaforme, linee di produzione, etc.
Ora tocca a noi, che lavoriamo nei servizi del terziario avanzato o quarternario, ai professionisti del web e di tutte le aree e tecnologie ad esso collegato, annientando i vecchi schemi e abbattendo muri e barriere psicologiche, vecchie invidie e presunzioni, i complessi e le illusioni di un mondo che non esiste più. Ma soprattutto comprendendo che due figure sono destinate a scomparire in questo settore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibilità e i “lupi solitari”, che non sanno evolversi in battitori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumentando il raggio d’azione e le possibilità in modo reciproco.
E’ importantissimo collaborare in questo scenario. Collaborare e sperimentare una nuova ripartizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approcciare il cliente e di coinvolgerlo sempre più come partner, di seguirlo nella sua promozione e di affiancarlo alla nostra in convegni, fiere, dibattiti, momenti formativi. Grandi idee, come quella della Settimana del Baratto, sono destinate a produrre grandi risultati e ad abbattere molti vecchi muri e i nuovi social media sono i canali ideali per veicolare questi cambiamenti.
Scrivere bene: tutta la “scioglievolezza” di un blog post
“Scrivere un bel [blog] post per un blogger è importante”, scrive oggi l’amico Merlinox sul suo “Merlinox’s blog”, che ringrazio per l’illuminazione e per lo spunto. Sì, perché troppo spesso siamo talmente presi dai massimi sistemi da dimenticare il “pane quotidiano”, i ferri del mestiere che diamo per scontati e che spesso neppure usiamo più, presi come siamo da mille stimoli. O anche soltanto dallo scribacchiare, dal postare, dal twittare, dal copia-incollare, anziché…
Scrivere bene. Arrivare al cuore e alla mente dei lettori dando vita ad “un buon blog post che assomigli ad una sottiletta e che si sciolga nel lettore in modo da essere un tutt’uno con le sue idee”, scrive ancora Merlinox, toccando un altro tasto importante, quello della persuasione. Una persuasione “fluida e filante” che non è plagio né prevaricazione, ma semplice e sicura asserzione, autorevolezza garbata e non presunzione.
Ma basta davvero scrivere bene e con scioltezza per attrarre lettori? Mentre scrivo i commenti impazzano sul blog di Merlinox, segno che forse ha proprio ragione lui. O forse serve di più, anche se un’altra citazione che mi piace sempre ricordare e che appartiene ad un grande del passato, Salvador Dalì, sosteneva: “il meno che si possa chiedere ad una scultura è che stia ferma”. Minimalista e modesto, anche lui.
Niente trucchi, dunque. Per creare un blog post che sappia filare (e fare presa) come una sottliletta sui maccheroni al forno, basta davvero poco: un buon argomento ed una buona penna, capace di scrivere in modo fluido e comprensibile, senza errori e senza tentennamenti, intrigando il lettore ed invogliandolo a leggere sino alla fine e, se possibile, a lasciare un proprio commento o riflessione. Buon lavoro…
WebSystem, Expert System e il Semantic Advertising italiano
Ricevo da ll’ufficio stampa di Expert System e volentieri pubblico.
Semantic advertising: l’evoluzione e la rivoluzione del web
WebSystem, la divisione digital di System, concessionaria di pubblicità del Gruppo 24 ORE, ed Expert System, azienda leader nella progettazione di software semantici per la comprensione e l’analisi delle informazioni, hanno siglato un accordo per l’erogazione di online advertising attraverso una tecnologia innovativa: il semantic advertising.
Cogito Semantic Advertiser, il software semantico di Expert System, è infatti capace di comprendere con grande precisione gli argomenti dei testi e di ottimizzare la corrispondenza tra i contenuti pubblicati sulle pagine web e gli annunci pubblicitari ad esse correlate. Questo consente di ottenere pubblicità testuali assolutamente in linea con i contenuti e, pertanto, di grande interesse per gli utenti.
Leggi l’articolo completo su www.ilsole24ore.com.
Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa Expert System — email:ufficiostampa@expertsystem.it
Di chi sono gli account social e i contenuti generati dai dipendenti?
Ecco un punto su cui si dovrebbe riflettere e discutere di più. Oggi sono molte le aziende che cercano dipendenti (più spesso collaboratori e/o consulenti) con capacità comunicative e aggregative sul web e sui social media. Gente “introdotta”, in grado di tenere un blog e di generare contatti e opportunità e che ogni giorno prende un nome nuovo sempre più roboante. Gente in gamba, dipendenti che potrebbero fare gli imprenditori ed ai quali si richiede pressantemente questo: essere “imprenditori dipendenti”.
Ce ne sono molti, in giro. Lavorano per la propria azienda e per se stessi, e più esaltano le imprese del proprio datore di lavoro più aumentano i contatti ed il prestigio personale, in uno strano gioco di reciproco accreditamento. L’azienda si fa grande dei suoi ottimi esperti e comunicatori e gli ottimi esperti e comunicatori si fanno grandi dell’azienda che hanno alle spalle e di ciò che essi stessi producono, tessendone le lodi.
Ma ciò che queste figure producono durante l’orario lavorativo a chi appartiene? Sul lavoro prodotto da un operaio dubbi non ce ne sono, ma se il lavoro è di tipo puramente intellettuale e “volatile” come quello generato sul web e sui social media, come ci si comporta? Finché si tratta di post sul corporate blog, di comunicati stampa e di altri contributi tangibili il discorso è abbastanza semplice: sono dell’azienda, è chiaro. Ma se parliamo di un account o di una utenza social in cui il nome ed il prestigio del dipendente sia di supporto al brand aziendale?
Mettiamo il caso di un account Twitter “Pincopallo of CaioCola”, seguito da migliaia di followers, magari collegato all’omonima pagina Facebook con migliaia di fans. Quelle utenze sono di PincoPallo o di Caio Cola? E nel momento in cui le due entità dovessero dividersi ed andare ciascuna per la propria strada, cosa dovrà esserne di quegli account e di quel patrimonio di contatti? Tanto più che, come sappiamo, la vita privata e quella lavorativa di un comunicatore web (e di tutte le altre figure e definizioni all’uopo coniate) non sono quasi mai del tutto distinguibili, intrecciate come sono nel life mix di un personaggio che spesso lavora anche fuori dall’orario e dagli schemi tradizionali.
Un argomento da dibattere e da affrontare anche in sede legislativa, visto che il nostro impianto legislativo è ancora molto lontano dal 2.0 e dalla realtà lavorativa dei nostri giorni. Voi cosa ne pensate?
Seolaboratoio e MasterNewMedia testano i fattori SEO
Dalla teoria alla pratica, si sa, il passo non è sempre breve. Anzi, capita spesso che che la prima non sia propedeutica rispetto alla seconda, ma vada invece per la sua strada, a volte senza alcun contatto con la realtà. Lo staff di Seolaboratorio, guidato dal grande Michal Gawel, in collaborazione con Master New Media del guru Robin Good, sta provando con coraggio a dimostrare il contrario, conducendo un interessante esperimento SEO dal vivo.
Tra il 20 ottobre e il 6 novembre, su Seo LIVE Test, saranno effettuati test mirati per svelare 3 misteriose funzionalità SEO. Saranno presi in esame due importanti e-commerce e un portale editoriale. Il primo test svelerà tutti gli effetti dell’utilizzo del rel=canonical: è efficace? In quanto tempo? Il sito preso in esame sarà YouBuy.com.
Il secondo test, condotto sul portale Liquida.it, risponderà alle domande: ogni quanto Google visita un sito? Perché il posizionamento dei siti nelle SERP (search engine results page) non è stabile?
Il terzo test sarà focalizzato sulla rimozione degli url: quando è preferibile usare lo strumento di rimozione di Google Webmaster Tools e quando l’errore 404? Quali sono gli effetti? Come risolverne i problemi? Il test sarà effettuato sul sito PcWorld.it. Alla fine dei test i risultati saranno pubblicati su Seo LIVE Test.
Cattiva crisi e buone idee: la settimana del baratto
Una grande iniziativa del portale www.bed-and-breakfast.it, dell’amico Gibì Scivoletto, rilancia una vecchia pratica di pagamento, mai del tutto abbandonata dall’uomo e assai gradita e “simpatica” in periodi di crisi e di rinascita morale come questo. Il portale, leader nazionale nel settore turistico, con particolare riferimento al segmento dei bed and breakfast, lancia in questi giorni la Settimana del Baratto, una fantastica iniziativa cui personalmente aderisco ed alla quale auguro un grande successo.
Vi sembra una cosa strana? Vi state chiedendo cosa mai si possa barattare nel XXI secolo? Davvero si può pensare di tornare indietro nel tempo e di provare a fare qualcosa di costruttivo senza i soldi contanti? Evidentemente sì e la cosa mi riempie di gioia e di aspettativa. E non è un’utopia un po’ “fricchettona”, credetemi; lo dico anche a certi colleghi, spesso troppo presi dal business e dal denaro “vero”, ma una buona pratica di civiltà, di cultura e di solidarietà. Questo il web può farlo: unire, coinvolgere e avvicinare offerte diverse e domande in evoluzione, spesso sopite e latenti. Leggi il resto di questo articolo »
InfoCremona.com, una buona vetrina commerciale 2.0
Chi fa questo mestiere lo sa; esistono molti modi per promuovere una attività in rete e nessuno è giusto o sbagliato in assoluto, nessuno può essere sottovalutato o scartato a priori. Noi che vendiamo siti web a volte tendiamo a minimizzare l’efficacia dei portali, a dire ai nostri clienti che un sito proprio è la migliore strategia possibile. In linea di principio forse è vero, ma non si può essere belle isole senza efficaci collegamenti, nel web, e i portali di settore servono proprio a questo, a raggruppare realtà e a dare visibilità a tutti, indipendentemente dalla validità e dalla presenza di un sito web.
Il mio viaggio tra i portali commerciali offerti dal web parte da qui, dalla presentazione delle creature di Studioweb76 di Cremona, dell’amico e collega Davide Cavalleri. InfoCremona.com è una delle sue realizzazioni più interessanti (scarica la presentazione) e consente alle attività commerciali di Cremona e provincia di ottenere una grande visibilità, fortemente targettizzata, ad un costo minimo. Ma perché un piccolo negozio di provincia dovrebbe promuoversi attraverso il web e su questo portale? Semplice, perché il web è il luogo in cui gli utenti cercano. E non cercano solamente quando hanno bisogno di qualcosa, come avveniva con le vecchie Pagine Gialle, ma cercano in continuazione, passano il tempo, valutano idee, scambiano opinioni.
Ecco perché i portali commerciali rappresentano un buon investimento, anche per le piccole aziende a carattere prettamente locale. Essere presenti in rete e sui portali significa essere trovati non soltanto da chi ci sta proprio cercando, ma soprattutto avere visibilità in un grande acquario di idee, desideri, opportunità ed interazione. Già, perché le vecchie Pagine Gialle comuincavano in una sola direzione, senza possibilità di conoscere quante dita ne avessero scorso le pagine passando sul nostro nome senza neppure soffermarsi o pensando “questo lo chiamo dopo” senza poi farlo. Il web è interazione allo stato puro, meno “imbarazzante” della vecchia telefonata ma più costruttivo, perché monitorabile in tempo reale e statisticamente attendibile.
Vecchie aziende nuove idee: con il web si può!
Sto passando meno ore in rete, ultimamente, senza trascurare il web ma confrontandomi di più con la vita reale. Giro molto per strada, questi giorni, stupendomi (senza troppa sorpresa) del numero di negozi chiusi, di locali in cerca di un nuovo affittuario, o vecchi di trent’anni, superati, grigi e senza nessuna attrattiva. La monotonia di questo scenario è rotta soltanto dai negozi in franchising e dalle grandi catene, che tengono il passo dei tempi ma appiattiscono le nostre città, con vetrine tutte uguali che sanno soltanto di plastica e di luci colorate.
Tutto uguale, da Roma a Cremona, da Torino a Canicattì, in tutti i centri abitati con più di totmila residenti. E’ la globalizzazione, direte voi. Ma è così inevitabile che questo scenario economico trasformi le nostre città e le renda tutte uguali, mentre centinaia di piccoli imprenditori ed esercenti si ritrovano sommersi dai debiti e costretti a chiudere? Davvero non c’è speranza di rabberciare gli squarci prodotti da 20–30 anni di colpevole rassegnazione ad un nuovo troppo ammiccante e ricco di profferte, per essere rifiutato?
Io credo proprio di no. Anzi, ne sono convinto. Uscire dalla crisi si può, senza illuderci di poter sconfiggere un Golia fatto di multinazionali e di centri commerciali, ma con la disponibilità a cambiare le regole del gioco, ad innovare, a rimetterci in discussione. Le regole per mettere in atto questo cambiamento sono poche, in fondo:
- contrapporre il locale e “il proprio” al globale e “all’altrui”
- contrapporre il “piccolo ma efficiente” al grande e dispendioso
- contrapporre lo sviluppo di partnership e collaborazioni alla necessità di espansione e di monopolizzazione
- mettere in atto il “think global act local”, sviluppando nuove idee e strategie su scala locale
- sviluppare contatti ed opportunità sul web e sui social media, per contenere i costi e generare una propria rete di contatti
Un interessante articolo pubblicato su www.smallbizsurvival.com, intitolato “4 reasons you need new small biz ideas”, ci suggerisce 4 buone ragioni per sviluppare nuove idee;
- Migliorare
- Rinnovare
- Espandersi
- Cambiare le regole del gioco
Concetti semplici ma illuminanti. Qualsiasi azienda, infatti, ha un margine di miglioramento, ma spesso si tende a sedersi sugli allori e ad assumere atteggiamenti conservativi. L’innovazione dovrebbe essere invece la strategia quotidiana di ciascuno di noi, oltre che delle aziende. L’espansione è una necessità del business, ma va riscritta e reinterpretata, come già sottolineato. Cambiare le regole del gioco è la chiave di lettura di tutta la strategia. E’ da questo impulso che si può venirne fuori, abbandonando i modelli imposti dalla grande distribuzione e dalle multinazionali e ritornando alle origini, alla valorizzazione dei prodotti, delle idee e delle eccellenze del territorio.
Come avere successo su Twitter (e non solo…)
Twitter è uno strano acquario in cui nuotano pesci di tutte le razze e di tutte le dimensioni, per lo più in branchi e seguendo molteplici flussi e correnti. L’immagine non è mia, ma deriva da un ottimo esperimento recentemente messo a punto dadue informatici del Politecnico federale di Losanna e concretizzatosi nell’ambiente virtuale di Minsh (ne ho scritto tempo addietroin Pesci svizzeri molto social nell’acquario di Twitter…).
In questo esperimento i pesci/utenti si aggregano in branchi in tempo reale, in base agli argomenti trattati, permettendo nuove conoscenze e nuovi scambi di opinione. Un’ottima esemplificazione di quanto accade realmente su Twitter, ma quali sono gli elementi di successo per un individuo o per un brand in questo canale? A spiegarlo prova oggi http://jeffbullas.com, con un sondaggio lanciato la scorsa settimana (What Makes A Brand or Person Influential on Twitter?) dal quale emerge che i principali fattori di successo (Twitter Influence) sono:
- la qualità e il valore dei tweet 22%
- la capacità di influenzare le azioni degli altri 18%
- la “qualità”deifollowers 16%
- il numero dei retweet ottenuti 16%
- il numero dei followers 8%
- la qualità e popolarità del sito o blog che promuovono 7%
- la frequenza dei tweet 6%
- la fama o popolarità già acquisita 5%
- altro 2%
Il 72% che emerge dalle prime tre voci la dice lunga sul senso di Twitter e su come perseguire il successo su questo e su tutti gli altri social media e network. Non si tratta in assoluto di numeri, ma di sostanza. Solo l’8% dei partecipanti al sondaggio ritiene infatti che il numero dei followers sia un sinonimo di successo e di sicura influenza. Al contrario, ben il 56% del campione mette al centro i contenuti e la loro capacità di:
- essere tweettati
- essere retwittati
- essere di spunto per le azioni degli altri
Su Twitter, dunque “Content is King”, il Contenuto è Re, ed è questo che rende democratico questo mezzo, oltre a sancirne il successo. Poco importa se chi twitta sia più o meno famoso ed influente nella vita reale (12% tra fama personale e popolarità del sito o blog); quel che importa è la qualità, l’originalitàe l’interesse del contenuto proposto. E’ questo il segreto del successo su Twitter, molto più che nella società e nella vita reale, in cui l’apparenza e l’immagine spesso contano più della sostanza.
L’Aquila, il futuro vola e passa per il web
Se c’è una cosa che detesto è la “carità pelosa”, quella che fa audience e attirare consensi, ma che costa troppa poca fatica per rappresentare davvero un gesto nobile. Non dico che sin qui per l’Abruzzo e i terremotati de L’Aquila sia stato fatto questo, ma preferisco iniziative diverse e “pro-attive”, come quella del nuovo portale e-commerce www.okabruzzo.it, il cui slogan recita “L’Aquila vola a casa tua”.
Presentato nei giorni scorsi alla stampa e apparso ieri su “Stricia la notizia”, il portale consente l’acquisto di moltissime qualità e tipologie di prodotti tipici provenienti dalle zone colpite dal terremoto e consente alle aziende locali di prendere un po’ d’aria in un periodo in cui la crisi e il terremoto hanno reso magri i bilanci ed incerto il futuro.
Il portale è promosso dal Centro Studi CODACONS-COMITAS, e sponsorizzato da Poste Italiane, AAMS – Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato e Sisal spa, MKT121 (Gruppo Markonet), con il patrocinio della Provincia dell’Aquila e con la collaborazione di Confindustria, Confartigianato, CNA e Comunità Montana Amitermina.
Complimenti a tutti, perché è questo che serve, non i proclami. E nemmeno i soldi, piovuti da ogni parte del mondo e incapaci, da soli, di far risorgere una città e una regione. Ci vuole di più. Ci vuole modernizzazione, internazionalizzazione (che non significa globalizzazione) sinergia, cooperazione e strategia, per uscire da questa tragedia e da questa crisi. Tutte scintille che brillano timide in questo progetto, cui ciascuno a suo modo può contribuire. Comprando (acquisto minimo contenuto a 25 Euro e spedizione gratuita), regalando buoni acquisto ad amici e parenti, promuovendo, sponsorizzando ed appoggiando.
Il web è un grande veicolo di marketing, come sappiamo. Questo portale è soltanto un inizio, ma fa ben sperare per le sorti di un popolo che ha sempre combattuto contro la natura e talvolta contro l’umanità e le oppressioni, e che oggi fortemente combatte lo status di disagio cronico e di assedio mediatico cui suo malgrado è sottoposto. Basta proclami, dunque, basta inutile compassione e benvenuta a questa nuova creatura web e al bene che potrà fare all’economia abruzzese.





















Sono un esperto web (SEO, web marketing, strategie di comunicazione) e scrivo di questo e di altri argomenti (sostenibilità, ambiente, cohousing, scrittura) su questo e su altri blog.