Siti internet Web Marketing Consulenza

Realizzazione siti e portali internet, corporate blog, posizionamento sui motori di ricerca

Con particolare riferimento al settore turistico, progetto e realizzo, in proprio e attraverso collaborazioni, siti web statici e dinamici, svolgo consulenza SEO, SEM e web marketing, social media advertising, campagne di comunicazione su Facebook e Twitter, content management, article marketing, web copywriting.

perFiducia 2.0 scatena nel web la “forza virale dell’amicizia”

perfiducia 201 300x105 perFiducia 2.0 scatena nel web la forza virale dellamiciziaUna grande iniziativa di comunicazione virale realizzata da LiveXtention (marketing agency del gruppo Digital Magics) per Intesa Sanpaolo a supporto del progetto perFiducia 2.0 e che punta al coinvolgimento degli utenti sui Social Media per convogliarli sul sito www.perfiducia.com.

Un bel progetto cui io stesso sto partecipando con l’eroe RudyBando e che supporta il progetto perFiducia, che nei mesi scorsi ha coinvolto Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino nella presentazione dei lavori dei giovani registi Alessandro Celli, Massimiliano Camaiti e Pippo Mezzapesa.

storie.perfiducia.com è uno dei cardini del progetto per Fiducia 2.0. E’ un sito che consente agli utenti di giocare “con l’Oca”, rispondere alle sue indicazioni, e scrivere una breve storia sul tema della fiducia. Durante un mese di tempo, tra febbraio e marzo, ogni iscritto riceve 15 card con alcune indicazioni, imprevisti e dettagli che dovranno essere inseriti nella trama. La storia vincitrice ispirerà la produzione di un nuovo cortometraggio.

Le iniziative di LiveXtention prevede la creazione di due applicazioni Facebook in grado di promuovere il progetto perFiducia 2.0 : “Amici di fiducia”, permette all’utente di scegliere, tra i propri amici, 5 persone a cui assegnare il titolo di Amico di Fiducia, e di ricambiare chi lo ha nominato Amico di Fiducia. Ogni utente dell’applicazione avrà a disposizione due badge da pubblicare nel proprio profilo: per tutti, un badge che mostra i 5 amici di fiducia scelti; per chi riceve più nomine, un badge speciale di Miglior Amico di Fiducia.

L’applicazione Album perFiducia, è un’ulteriore estensione social del progetto. La foto (scelta dagli album Facebook, caricata da computer o scattata via webcam), viene caricata nell’album utente chiamato perFiducia. Il testo, lo stesso con cui l’utente avrà giocato con l’Oca rispondendo alla card, diventa la didascalia della foto. Album perFiducia è direttamente integrato con l’applicazione Facebook Connect del sito storie.perfiducia.com. Per gli utenti che stanno partecipando all’iniziativa ci sarà l’opzione “Illustrazione storie dell’Oca”, che consentirà di associare ad ognuno dei brani della propria storia un’immagine selezionata dalla propria bacheca di Facebook. A quel punto, la breve storia illustrata potrà essere pubblicata nella bacheca, insieme al messaggio che invita i propri amici a registrarsi sul sito per diventare follower dell’autore e aiutarlo a vincere.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Importare i contatti Twitter in Google Buzz

tw2buzz Importare i contatti Twitter in Google BuzzChi fosse interessato ad utilizzare tw2buzz può lasciare un commento a questo post per ottenere il codice d’invito.

Da alcuni giorni è attivo anche in Italia Buzz, il nuovo strumento social di Google. Ho aspettato un po’ a parlarne, non tanto per via della mia proverbiale pigrizia, quanto per “annusare l’aria” e farmi un idea sullo strumento e sull’impatto che il suo lancio avrebbe avuto sulla statusphera italiana. Come al solito le critiche non sono mancate, così come i vari “serviva davvero un altro social network?“, “e con la privacy come la mettiamo…?“, “ma c’era già Wave e non era nemmeno troppo piaciuto” e via bla-bla-blando.

Parallelamente, però, gli utenti del nuovo strumento (davvero non me la sento di chiamarlo anch’io social network) sono cresciuti di giorno in giorno, tanto che dopo solo 48 ore dal mio primo utilizzo mi ritrovo già con 200 e passa followers, drammaticamente tradotti in “seguaci” nella versione italiana. Non mi sembrano davvero numeri da insuccesso. Certo, anche in America Google ha avuto problemi con Buzz per le varie questioni legate alla privacy e alla pseudo imposizione fatta in particolare agli utenti di Gmail, che si sono trovati catapultati in un fiume di Buzz di vecchissimi e/o quasi sconosciuti contatti, gridando alla svendita dei propri dati e contenuti personali.

Mi sento però di tranquillizzare gli scettici e i preoccupati, e di affermare che questo non è avvenuto, quanto meno non in termini così allarmanti, e che gli altri strumenti social presentano le stesse caratteristiche e rischi potenziali; sono altresì convinto che Buzz rappresenterà di qui a breve, in particolare per le utenze mobili, un eccezionale strumento di condivisione, di conversazione, di aggiornamento e di collaborazione. Molto meglio di quanto i vari Facebook e Twitter non abbiano ancora saputo fare, sebbene perfettamente integrati con migliaia di altri strumenti e servizi già affermati e molto utilizzati.

E’ anche per questa mia ottimistica visione che ho cercato immediatamente il modo di importare in Buzz contatti e conoscenze. Una ricerca che mi ha condotto immediatamente a tw2buzz, un servizio gratuito che sfruttando le API di Twitter, permette di importare i followers in Google Buzz. Non si tratta di un servizio che lavora in automatico; il programma si limita a cercare i profili Google dei nostri Twitter follower, offrendoci la possibilità di seguire chi davvero vogliamo senza pericolosi automatismi. Si tratta di un servizio in versione Beta e per il momento ad accesso limitato attraverso inviti, ma di grande interesse. Come anticipato nel titolo dispongo di un piccolo quantitativo di inviti da distribuire a quanti di voi lasceranno un commento: vi aspetto!

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Il 2012 è vicino, convertitevi e praticate i riti dell’era 2.0!

A furia di “cazzeggiare” su Twitter e Facebook con elementi del calibro di @RudyBandiera, @davidelico, @merlinox, @simmessa e molti altri, su definizioni e titoli vari come “Social Media Evangelist”, guru, superhero, etc., finirò col prendermi troppo sul serio ed inizierò davvero ad evangelizzare le masse… avevo già iniziato a farlo nel post Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare, ma credo si debba davvero ribadire il concetto.

In realtà questo nuovo post nasce da una fase di lieve scoramento social, ovvero dalla constatazione che tutto l’entusiasmo investito nel condividere, collaborare e fare fronte comune alle richieste del mercato insieme ad altre realtà professionali, si limiti spesso alla redazione di liste, gruppi e forum, senza trovare la capacità di andare oltre e di sfociare in vere occasioni di cooperazione. Si fa un gran parlare e retwittare, insomma, ma di concreto ben poco.

Perché? Le motivazioni sono molte, ma al primo posto c’è sempre quella latente diffidenza che nasce dalle vecchie impostazioni, dagli antichi schemi che non concepivano la possibilità di collaborare tra realtà “concorrenti” e che spingeva le aziende e i professionisti a fare lobby (e non squadra) soltanto nei confronti di entità superiori ed astratte come lo stato o la legge, piuttosto che condividere bacini di utenza e clienti. Men che meno il know-how, un tempo blindato ed oggi esternato (talvolta ostentato) in pillole, se non addirittura in “polpette avvelenate”. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Al via il concorso “A SanValentino l’Amore twittalo con BitDefender”

San Valentino a Bucarest con BitDefenderUn importante esperimento di interazione attraverso uno dei social media più in voga del momento (Twitter, nda). L’obiettivo è quello di interagire con gli utenti, creando uno spazio virtuale e dinamico, dove potersi scambiare originali e divertenti messaggi d’amore.

Bucarest, 8 Febbraio 2010. Per San Valentino, BitDefender®, vincente produttore di soluzioni innovative anti-malware, si rivolge agli internauti appassionati di tecnologia con il concorso online “A San Valentino l’amore twittalo con BitDefender“.

Presentato come un esperimento di interazione web 2.0, il concorso offre come premio finale un fine settimana per due persone nella originale e intrigante Bucarest, quartier generale dei Laboratori di ricerca BitDefender.

Per partecipare alla campagna “A SanValentino l’amore twittalo con BitDefender”, bisogna disporre di un profilo Twitter valido. Gli internauti invieranno un messaggio originale d’amore contenente l’hashtag #BDSV, acronimo di BitDefender SanValentino. I messaggi saranno visualizzati su “http://www.bitdefender.it/sanvalentino/” per la durata della campagna.

Il termine ultimo per l’invio di messaggi è il 26 Febbraio 2010. I vincitori verranno annunciati il 2 Marzo 2010 dalla giuria composta di due membri interni quali Diana Stoleru e Gabriela Sotirca e due esterni quali il blogger Francesco Forestiero e l’esperto SEO Claudio Gagliardini @Cla_Gagliardini. I risultati saranno presentati sia sul profilo Twitter @BitDefenderITA, sia sulla pagina “http://www.bitdefender.it/sanvalentino“.

Oltre al premio finale, BitDefender offre ogni settimana 5 licenze Internet Security 2010 valide per un anno.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Cerchi un Social Media Expert? Tranquillo, su Twitter ne trovi a migliaia!

Prendo spunto e quoto appieno un bell’articolo di Pete Cashmore su Mashable, ironicamente intitolato There are 15,740 Social Media Experts on Twitter. Secondo una sua stima, stilata con la ricerca nelle biografie degli utenti attraverso tweepsearch, esisterebbero oggi ben 15.740 sedicenti esperti in media sociali, contro gli appena  4.487 che il blogger B. L. Ochman trovò nel maggio del 2009 (solamente sei mesi fa). Se i criteri delle due ricerche fossero compatibili si tratterebbe di una crescita rapida e per certi versi sorprendente;  ma  anche facilmente comprensibile, se si considera che questa nuova disciplina non ha nessun genere di inquadramento o di riconoscimento ufficiale e che, pertanto, chiunque si può fregiare di evanescenti titoli quali Social Media Guru, SM Ninja, SM Superstar e via socialmedizzando.

La materia piace, questo è certo. Sebbene nell’ambiente siamo in molti ad interrogarci sul significato e sulla remuneratività di questa nuova specializzazione, declinata nelle sue varie forme e denominazioni, ma se prendiamo per buona la crescita registrata nel secondo trimestre del 2009 e la prioettiamo al fatidico 2012, ci accorgiamo non senza sgomento che allora potremmo annoverare tra le nostre fila almeno 3 milioni di Social Media Experts. Un numero apocalittico che mette i brividi! Un esercito di esperti di una materia in continua evoluzione e con una storia fatta di mesi e di quotidianità, più che di anni, di scienza e di statistica.

Occorre dunque una riflessione seria, che sappia andare oltre l’ironia e comprendere se questa materia non stia diventando una fabbrica di illusioni e di speranze, più che rappresentare una vera opportunità di lavoro e di carriera per milioni di euforici e confidenti “gechi”. E soprattutto occorre mettere un po’ d’ordine anche nel novero delle professionalità legate ai social media e alle nuove tecnologie, non fosse altro che per meglio comprendere se la figura pià adatta a determinate mansioni sia quella del Guru piuttosto che quella del Ninja, o del Marketer o dello Strategist oppure dello Specialist o ancora quella della SuperStar…

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Buon Natale a tutti!

Buon Natale a tutti i lettori, agli amici, ai clienti (che di norma sono amici pure loro),ai Fan di Facebook, ai Followers di Twitter, con i quali ho realizzato questo simpatico Twitpresepe (ecco la lista completa dei figuranti), che sfrutto un po’ per questi auguri…

nativita 300x225 Buon Natale a tutti! magi 300x225 Buon Natale a tutti! pastori 300x225 Buon Natale a tutti!

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Wordpress, Joomla, Drupal & Co. finiranno per uccidere le web agency?

Più credo di conoscere lo sconfinato universo del web, più mi convinco di assomigliare al buon vecchio Socrate, ripetendo mille volte a me stesso che la sola cosa che so davvero è… che so di non sapere! Ma siccome le frasi fatte non mi piacciono, nemmeno quelle dei grandi del passato, completo il paradosso con un folle “so di non sapere, eppure ne so troppo”! Già, perché oggi non sapere è inammissibile, quindi noi tutti passiamo ore e giorni a studiare uno scenario che spesso sembra sfuggirci davanti e lasciarci indietro.

Il titolo di questo post è volutamente provocatorio e tutto sommato anacronistico. Le tre realtà citate hanno ormai diversi anni di vita e innumerevoli release e, sebbene siano in rapida diffusione (io stesso ne abuso a piene mani), non hanno cancellato la necessità di far ricorso ad abili programmatori e ad aziende specializzate, per la realizzazione di siti e applicazioni web. Ma il numero degli “smanettoni avanzati” aumenta in modo rapido ed esponenziale, questo va riconosciuto, e il numero di aziende che operano nel settore sta calando, dicono le statistiche.

Ha ragione il mio titolo, dunque? Direi proprio di no, anzi ne sono certo. Quello che sta uccidendo le “vecchie” web agency, semmai, è quasi sempre il loro modo di vedere la realtà; il non aver compreso per tempo, che il cambiamento che la mentalità “open source” stava operando e che poi ha portato al web 2.0, non poteva essere interpretata che in un solo ed unico modo: evoluzione del mercato e della specie. Stava cambiando il mondo, e loro si ostinavano a guardare tutti dall’alto di un know-how che presto sarebbe stato alla portata di molti (o così sembra).

In effetti il vero know-how è ancora per pochi e, peggio, non c’è più un unica “scienza”, ma un complesso mix di competenze che si stratificano, si intrecciano e si supportano, nella progettazione, sviluppo e gestione di un moderno sito web. Fare un buon sito, ai nostri giorni, significa dunque giocare di squadra tra grafici, programmatori, esperti di SEO, di comunicazione e di marketing… un vero staff di professionisti che soltanto in parte sono rappresentati nell’offerta dei pacchetti dei vari CMS e relativi componenti.

No, lo ripeto. Nessuno si vedrà sfuggire il lavoro per colpa dei software liberi e gratuiti, ma siamo ancora nel pieno di una rivoluzione che cambierà profondamente il modo di concepire il lavoro ed il business, i suoi strumenti, le sue tempistiche, le professionalità e l’approccio. Non basta più essere quelli che sanno e che fanno, ma serve drammaticamente essere quelli che guardano avanti e che vedono dove gli altri non sanno vedere, cogliendo e proponendo ai clienti le opportunità che sono dietro l’angolo, non la solita minestra riscaldata e guarnita a dovere.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

HTML Coders made in Italy in Piemonte!

YouDesign coders made in ItalyIl web è ricco di proposte di ogni genere, ma per trovare le migliori, si sa, bisogna sempre surfare oltre oceano e cercare quello che serve tra infinite opportunità. Talvolta, però, le buone idee sbarcano anche qui da noi, offrendoci servizi interessanti e moderni, illustrati nella nostra lingua e pagabili in euro, anziché in dollari. Un esempio brillante l’ho scovato in Piemonte, a Borgo San Dalmazzo (CN), dove il web designer Francesco Caruccio ha dato vita al servizio YouDesign, HTML coders Made in Italy.

Di cosa si tratta? Di un semplice, efficace ed economico servizio online, molto diffuso all’estero e pressoché assente qui da noi e così descritto sul sito:

  • Tu ci mandi il file sorgente del design grafico (.psd)
  • Noi ritagliamo il design e lo convertiamo in XHTML / CSS ed aggiungiamo gli effetti javascript e le modifiche richieste
  • Ti mostriamo un video dove potrai ammirare il risultato
  • Se il risultato è soddisfaciente, ti inviamo i file necessari: immagini ritagliate, html / xhtml, css, javascript. Se ritieni di non essere soddisfatto, ti rimborsiamo.

Semplice, veloce (da 4 ad 1 solo giorno lavorativo), economico (i prezzi partono da 120 Euro a pagina) e adatto a molteplici target tra cui web agency, designer, sviluppatori; un servizio per chi non sa andare oltre la grafica e progettare pagine web, ma anche molto utile ai professionisti del web, quando hanno i tempi corti e troppi clienti da soddisfare, prima che scappino altrove.

Una buona idea imprenditoriale che ben interpreta il nuovo spirito del web 2.0 e del lavoro, sempre più orientato alle collaborazioni, all’outsourcing e all’iperspecializzazione, in grado di offrire qualità, contenimento dei costi (anche in una logica di parziale alleggerimento degli organici) e risultati. Complimenti a Caruccio e al suo staff.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare

Stretta di manoGrande venerdì di #FollowFriday su #Twitter; follow, add, reciprocate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspettato, cinque o sei anni fa? Debbo ammettere che non sono stato uno dei primi a credere nelle potenzialità del web 2.0 e del social network. Non capivo perché ad un tratto la rete, fino ad allora destinata per lo più ai contenuti “ufficiali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai contributi degli utenti e diventare, credevo, un gigantesco contenitore di spam, di castronerie, di grida modello TV e di stupidaggini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma…

Il ma è che dopo due anni di sperimentazione e di comprensione del fenomeno, oggi ci credo più di chiunque altro e gli riconosco un grande merito: quello di aver stimolato la collaborazione tra gli utenti, rendendo possibile l’approccio tra realtà complementari o addirittura antagoniste o concorrenziali, come si usava sostenere un milione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha rovesciato la vecchia scala dei valori, togliendo meriti e onori a chi ne millantava, magari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituendone a chi sa vivere di maniche rimboccate e di capacità d’ascolto, di interazione e di cooperazione.

E questo serviva davvero, in un’epoca di super specializzazione e di tecnologie complesse che cambiano e si evolvono con estrema velocità. Certo, nel frattempo è cambiato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cambiato modo di vedere e di concepire la sfera lavorativa e la vita di ogni giorno.  L’antico adagio secondo cui la “concorrenza migliora il prodotto” deve essere riscritta in funzione delle due parole magiche del web 2.0: condivisione e collaborazione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ‘80 si scambiano tecnologie, piattaforme, linee di produzione, etc.

Ora tocca a noi, che lavoriamo nei servizi del terziario avanzato o quarternario, ai professionisti del web e di tutte le aree e tecnologie ad esso collegato, annientando i vecchi schemi e abbattendo muri e barriere psicologiche, vecchie invidie e presunzioni, i complessi e le illusioni di un mondo che non esiste più. Ma soprattutto comprendendo che due figure sono destinate a scomparire in questo settore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibilità e i “lupi solitari”, che non sanno evolversi in battitori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumentando il raggio d’azione e le possibilità in modo reciproco.

E’ importantissimo collaborare in questo scenario. Collaborare e sperimentare una nuova ripartizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approcciare il cliente e di coinvolgerlo sempre più come partner, di seguirlo nella sua promozione e di affiancarlo alla nostra in convegni, fiere, dibattiti, momenti formativi. Grandi idee, come quella della Settimana del Baratto, sono destinate a produrre grandi risultati e ad abbattere molti vecchi muri e i nuovi social media sono i canali ideali per veicolare questi cambiamenti.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo

Scrivere bene: tutta la “scioglievolezza” di un blog post

Scrivere un buon Blog Post“Scrivere un bel [blog] post per un blogger è importante”, scrive oggi l’amico Merlinox sul suo “Merlinox’s blog“, che ringrazio per l’illuminazione e per lo spunto. Sì, perché troppo spesso siamo talmente presi dai massimi sistemi da dimenticare il “pane quotidiano”, i ferri del mestiere che diamo per scontati e che spesso neppure usiamo più, presi come siamo da mille stimoli. O anche soltanto dallo scribacchiare, dal postare, dal twittare, dal copia-incollare, anziché…

Scrivere bene. Arrivare al cuore e alla mente dei lettori dando vita ad “un buon blog post che assomigli ad una sottiletta e che si sciolga nel lettore in modo da essere un tutt’uno con le sue idee“, scrive ancora Merlinox, toccando un altro tasto importante, quello della persuasione. Una persuasione “fluida e filante” che non è plagio né prevaricazione, ma semplice e sicura asserzione, autorevolezza garbata e non presunzione.

Ma basta davvero scrivere bene e con scioltezza per attrarre lettori? Mentre scrivo i commenti impazzano sul blog di Merlinox, segno che forse ha proprio ragione lui. O forse serve di più, anche se un’altra citazione che mi piace sempre ricordare e che appartiene ad un grande del passato, Salvador Dalì, sosteneva: “il meno che si possa chiedere ad una scultura è che stia ferma“. Minimalista e modesto, anche lui.

Niente trucchi, dunque. Per creare un blog post che sappia filare (e fare presa) come una sottliletta sui maccheroni al forno, basta davvero poco: un buon argomento ed una buona penna, capace di scrivere in modo fluido e comprensibile, senza errori e senza tentennamenti, intrigando il lettore ed invogliandolo a leggere sino alla fine e, se possibile, a lasciare un proprio commento o riflessione. Buon lavoro…

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • MySpace
  • oknotizie
  • Reddit
  • segnalo
Partner
hwGadget il quotidiano tecnologico online

Agire
Collaboriamo
SponsoredTweets hire me badge

Visita il mio profilo su Link2me
Networked blogs
MyBlogLog
Translator
QuickScan
Autore
Claudio GagliardiniSono un esperto web (SEO, web marketing, strategie di comunicazione) e scrivo di questo e di altri argomenti (sostenibilità, ambiente, cohousing, scrittura) su questo e su altri blog.
[Profilo]

Follow my blog with bloglovin

Facebook fan box
Twitter Remote
Tag Cloud
Citazioni Web
  • “SEO, forget fighting Google: make good sites!”
    by Susan Esparza (Bruce Clay, Inc.) www.bruceclay.com
  • “There are three keys to good SEO: communication, content and backlinks.”
    source: www.seorefugee.com
Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes