Siti internet Web Marketing Consulenza

Realizzazione siti e portali internet, corporate blog, posizionamento sui motori di ricerca

Con particolare riferimento al settore turistico, progetto e realizzo, in proprio e attraverso collaborazioni, siti web statici e dinamici, svolgo consulenza SEO, SEM e web marketing, social media advertising, campagne di comunicazione su Facebook e Twitter, content management, article marketing, web copywriting.

Social Network / Web 2.0: l’importanza di collaborare

Stretta di manoGrande ven­erdì di #Fol­lowFri­day su #Twit­ter; fol­low, add, rec­i­p­ro­cate, poke, ping… Chi se lo sarebbe aspet­tato, cinque o sei anni fa? Debbo ammet­tere che non sono stato uno dei primi a credere nelle poten­zial­ità del web 2.0 e del social net­work. Non capivo per­ché ad un tratto la rete, fino ad allora des­ti­nata per lo più ai con­tenuti “uffi­ciali” ed istituzionali, dovesse aprirsi ai con­tributi degli utenti e diventare, cre­devo, un gigan­tesco con­teni­tore di spam, di cas­tronerie, di grida mod­ello TV e di stu­p­idag­gini di ogni sorta. Beh, in parte questo è avvenuto, è vero, ma…

Il ma è che dopo due anni di sper­i­men­tazione e di com­pren­sione del fenom­eno, oggi ci credo più di chi­unque altro e gli riconosco un grande mer­ito: quello di aver sti­mo­lato la col­lab­o­razione tra gli utenti, ren­dendo pos­si­bile l’approccio tra realtà com­ple­men­tari o addirit­tura antag­o­niste o con­cor­ren­ziali, come si usava sostenere un mil­ione di anni fa (nell’era del web 1.0). Questo nuovo web ha roves­ci­ato la vec­chia scala dei val­ori, togliendo mer­iti e onori a chi ne mil­lan­tava, mag­ari dall’alto di un brand o di un nome famoso, e restituen­done a chi sa vivere di maniche rim­boc­cate e di capac­ità d’ascolto, di inter­azione e di cooperazione.

E questo ser­viva davvero, in un’epoca di super spe­cial­iz­zazione e di tec­nolo­gie com­p­lesse che cam­biano e si evolvono con estrema veloc­ità. Certo, nel frat­tempo è cam­bi­ato anche il mondo, il lavoro, l’economia. E’ arrivata la crisi, una palude dalla quale non si uscirà senza aver cam­bi­ato modo di vedere e di con­cepire la sfera lavo­ra­tiva e la vita di ogni giorno.  L’antico ada­gio sec­ondo cui la “con­cor­renza migliora il prodotto” deve essere riscritta in fun­zione delle due parole magiche del web 2.0: con­di­vi­sione e col­lab­o­razione. Tra i primi a capirlo i colossi dell’auto e dell’hi-tech, che già dagli anni ’80 si scam­biano tec­nolo­gie, piattaforme, linee di pro­duzione, etc.

Ora tocca a noi, che lavo­riamo nei servizi del terziario avan­zato o quar­ternario, ai pro­fes­sion­isti del web e di tutte le aree e tec­nolo­gie ad esso col­le­gato, annien­tando i vec­chi schemi e abbat­tendo muri e bar­riere psi­co­logiche, vec­chie invi­die e pre­sun­zioni, i com­p­lessi e le illu­sioni di un mondo che non esiste più. Ma soprat­tutto com­pren­dendo che due fig­ure sono des­ti­nate a scom­par­ire in questo set­tore come in altri: le mega aziende piene di costi e povere di flessibil­ità e i “lupi soli­tari”, che non sanno evolversi in bat­ti­tori liberi e fare sponda con altri soggetti, aumen­tando il rag­gio d’azione e le pos­si­bil­ità in modo reciproco.

E’ impor­tan­tis­simo col­lab­o­rare in questo sce­nario. Col­lab­o­rare e sper­i­mentare una nuova ripar­tizione degli oneri e degli onori, un nuovo modo di approc­ciare il cliente e di coin­vol­gerlo sem­pre più come part­ner, di seguirlo nella sua pro­mozione e di affi­an­carlo alla nos­tra in con­vegni, fiere, dibat­titi, momenti for­ma­tivi. Grandi idee, come quella della Set­ti­mana del Baratto, sono des­ti­nate a pro­durre grandi risul­tati e ad abbat­tere molti vec­chi muri e i nuovi social media sono i canali ide­ali per veico­lare questi cambiamenti.

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Scrivere bene: tutta la “scioglievolezza” di un blog post

Scrivere un buon Blog Post“Scri­vere un bel [blog] post per un blog­ger è impor­tante”, scrive oggi l’amico Mer­li­nox sul suo “Merlinox’s blog”, che ringrazio per l’illuminazione e per lo spunto. Sì, per­ché troppo spesso siamo tal­mente presi dai mas­simi sis­temi da dimen­ti­care il “pane quo­tid­i­ano”, i ferri del mestiere che diamo per scon­tati e che spesso nep­pure usi­amo più, presi come siamo da mille sti­moli. O anche soltanto dallo scrib­ac­chiare, dal postare, dal twittare, dal copia-incollare, anziché…

Scri­vere bene. Arrivare al cuore e alla mente dei let­tori dando vita ad “un buon blog post che assomigli ad una sot­tiletta e che si sci­olga nel let­tore in modo da essere un tutt’uno con le sue idee”, scrive ancora Mer­li­nox, toc­cando un altro tasto impor­tante, quello della per­sua­sione. Una per­sua­sione “flu­ida e filante” che non è pla­gio né pre­var­i­cazione, ma sem­plice e sicura asserzione, autorev­olezza gar­bata e non presunzione.

Ma basta davvero scri­vere bene e con sci­oltezza per attrarre let­tori? Men­tre scrivo i com­menti impaz­zano sul blog di Mer­li­nox, segno che forse ha pro­prio ragione lui. O forse serve di più, anche se un’altra citazione che mi piace sem­pre ricor­dare e che appar­tiene ad un grande del pas­sato, Sal­vador Dalì, sosteneva: “il meno che si possa chiedere ad una scul­tura è che stia ferma”. Min­i­mal­ista e modesto, anche lui.

Niente truc­chi, dunque. Per creare un blog post che sap­pia filare (e fare presa) come una sot­tliletta sui mac­cheroni al forno, basta davvero poco: un buon argo­mento ed una buona penna, capace di scri­vere in modo flu­ido e com­pren­si­bile, senza errori e senza ten­ten­na­menti, intri­g­ando il let­tore ed invoglian­dolo a leg­gere sino alla fine e, se pos­si­bile, a las­ciare un pro­prio com­mento o rif­les­sione. Buon lavoro…

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WebSystem, Expert System e il Semantic Advertising italiano

Ricevo da ll’ufficio stampa di Expert Sys­tem e volen­tieri pubblico.

Seman­tic adver­tis­ing: l’evoluzione e la riv­o­luzione del web

Web­Sys­tem, la divi­sione dig­i­tal di Sys­tem, con­ces­sion­aria di pub­blic­ità del Gruppo 24 ORE, ed Expert Sys­tem, azienda leader nella prog­et­tazione di soft­ware seman­tici per la com­pren­sione e l’analisi delle infor­mazioni, hanno siglato un accordo per l’erogazione di online adver­tis­ing attra­verso una tec­nolo­gia inno­v­a­tiva: il seman­tic adver­tis­ing.

Cog­ito Seman­tic Adver­tiser, il soft­ware seman­tico di Expert Sys­tem, è infatti capace di com­pren­dere con grande pre­ci­sione gli argo­menti dei testi e di ottimiz­zare la cor­rispon­denza tra i con­tenuti pub­bli­cati sulle pagine web e gli annunci pub­blic­i­tari ad esse cor­re­late. Questo con­sente di ottenere pub­blic­ità tes­tu­ali asso­lu­ta­mente in linea con i con­tenuti e, per­tanto, di grande inter­esse per gli utenti.

Leggi l’articolo com­pleto su www.ilsole24ore.com.

Per mag­giori infor­mazioni:
Uffi­cio Stampa Expert Sys­tem — email:ufficiostampa@expertsystem.it

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Di chi sono gli account social e i contenuti generati dai dipendenti?

Follow my boss on TwitterEcco un punto su cui si dovrebbe riflet­tere e dis­cutere di più. Oggi sono molte le aziende che cer­cano dipen­denti (più spesso col­lab­o­ra­tori e/o con­sulenti) con capac­ità comu­nica­tive e aggrega­tive sul web e sui social media. Gente “introdotta”, in grado di tenere un blog e di gener­are con­tatti e oppor­tu­nità e che ogni giorno prende un nome nuovo sem­pre più roboante. Gente in gamba, dipen­denti che potreb­bero fare gli impren­di­tori ed ai quali si richiede pres­san­te­mente questo: essere “impren­di­tori dipendenti”.

Ce ne sono molti, in giro. Lavo­rano per la pro­pria azienda e per se stessi, e più esaltano le imp­rese del pro­prio datore di lavoro più aumen­tano i con­tatti ed il pres­ti­gio per­son­ale, in uno strano gioco di rec­i­proco accred­i­ta­mento. L’azienda si fa grande dei suoi ottimi esperti e comu­ni­ca­tori e gli ottimi esperti e comu­ni­ca­tori si fanno grandi dell’azienda che hanno alle spalle e di ciò che essi stessi pro­ducono, tessendone le lodi.

Ma ciò che queste fig­ure pro­ducono durante l’orario lavo­ra­tivo a chi appar­tiene? Sul lavoro prodotto da un operaio dubbi non ce ne sono, ma se il lavoro è di tipo pura­mente intel­let­tuale e “volatile” come quello gen­er­ato sul web e sui social media, come ci si com­porta? Finché si tratta di post sul cor­po­rate blog, di comu­ni­cati stampa e di altri con­tributi tan­gi­bili il dis­corso è abbas­tanza sem­plice: sono dell’azienda, è chiaro. Ma se par­liamo di un account o di una utenza social in cui il nome ed il pres­ti­gio del dipen­dente sia di sup­porto al brand aziendale?

Met­ti­amo il caso di un account Twit­ter “Pin­co­pallo of Caio­Cola”, seguito da migli­aia di fol­low­ers, mag­ari col­le­gato all’omonima pag­ina Face­book con migli­aia di fans. Quelle utenze sono di Pin­co­Pallo o di Caio Cola? E nel momento in cui le due entità dovessero dividersi ed andare cias­cuna per la pro­pria strada, cosa dovrà esserne di quegli account e di quel pat­ri­mo­nio di con­tatti? Tanto più che, come sap­pi­amo, la vita pri­vata e quella lavo­ra­tiva di un comu­ni­ca­tore web (e di tutte le altre fig­ure e definizioni all’uopo coni­ate) non sono quasi mai del tutto dis­tin­guibili, intrec­ciate come sono nel life mix di un per­son­ag­gio che spesso lavora anche fuori dall’orario e dagli schemi tradizionali.

Un argo­mento da dibat­tere e da affrontare anche in sede leg­isla­tiva, visto che il nos­tro impianto leg­isla­tivo è ancora molto lon­tano dal 2.0 e dalla realtà lavo­ra­tiva dei nos­tri giorni. Voi cosa ne pensate?

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Seolaboratoio e MasterNewMedia testano i fattori SEO

SEO Live Test Robin Good Michael GawellDalla teo­ria alla prat­ica, si sa, il passo non è sem­pre breve. Anzi, capita spesso che che la prima non sia pro­pe­deu­tica rispetto alla sec­onda, ma vada invece per la sua strada, a volte senza alcun con­tatto con la realtà. Lo staff di Seo­lab­o­ra­to­rio, guidato dal grande Michal Gawel, in col­lab­o­razione con Mas­ter New Media del guru Robin Good, sta provando con cor­ag­gio a dimostrare il con­trario, con­ducendo un inter­es­sante esper­i­mento SEO dal vivo.

Tra  il 20 otto­bre e il 6 novem­bre, su Seo LIVE Test, saranno effet­tuati test mirati per sve­lare 3 mis­te­riose fun­zion­al­ità SEO. Saranno presi in esame due impor­tanti e-commerce e un por­tale edi­to­ri­ale. Il primo test svel­erà tutti gli effetti dell’utilizzo del rel=canonical: è effi­cace? In quanto tempo? Il sito preso in esame sarà YouBuy.com.

Il sec­ondo test, con­dotto sul por­tale  Liquida.it, rispon­derà alle domande: ogni quanto Google visita un sito? Per­ché il posizion­a­mento dei siti nelle SERP (search engine results page) non è stabile?

Il terzo test sarà focal­iz­zato sulla rimozione degli url: quando è preferi­bile usare lo stru­mento di rimozione di Google Web­mas­ter Tools e quando l’errore 404? Quali sono gli effetti? Come risolverne i prob­lemi? Il test sarà effet­tuato sul sito PcWorld.it. Alla fine dei test i risul­tati saranno pub­bli­cati su Seo LIVE Test.

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Cattiva crisi e buone idee: la settimana del baratto

La Settimana del Baratto di bed-and-breakfast.itUna grande inizia­tiva del por­tale www.bed-and-breakfast.it, dell’amico Gibì Sciv­o­letto, rilan­cia una vec­chia prat­ica di paga­mento, mai del tutto abban­do­nata dall’uomo e assai gra­dita e “sim­pat­ica” in peri­odi di crisi e di rinascita morale come questo. Il por­tale, leader nazionale nel set­tore tur­is­tico, con par­ti­co­lare rifer­i­mento al seg­mento dei bed and break­fast, lan­cia in questi giorni la Set­ti­mana del Baratto, una fan­tas­tica inizia­tiva cui per­sonal­mente aderisco ed alla quale auguro un grande successo.

Vi sem­bra una cosa strana? Vi state chiedendo cosa mai si possa barattare nel XXI sec­olo? Davvero si può pen­sare di tornare indi­etro nel tempo e di provare a fare qual­cosa di costrut­tivo senza i soldi con­tanti? Evi­den­te­mente sì e la cosa mi riem­pie di gioia e di aspet­ta­tiva. E non è un’utopia un po’ “fric­chet­tona”, cre­de­temi; lo dico anche a certi col­leghi, spesso troppo presi dal busi­ness e dal denaro “vero”, ma una buona prat­ica di civiltà, di cul­tura e di sol­i­da­ri­età. Questo il web può farlo: unire, coin­vol­gere e avvic­inare offerte diverse e domande in evoluzione, spesso sopite e latenti. Leggi il resto di questo articolo »

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InfoCremona.com, una buona vetrina commerciale 2.0

Screenshot InfoCremona.comChi fa questo mestiere lo sa; esistono molti modi per pro­muo­vere una attiv­ità in rete e nes­suno è giusto o sbagliato in asso­luto, nes­suno può essere sot­to­va­l­u­tato o scar­tato a pri­ori. Noi che ven­di­amo siti web a volte ten­di­amo a min­i­miz­zare l’efficacia dei por­tali, a dire ai nos­tri cli­enti che un sito pro­prio è la migliore strate­gia pos­si­bile. In linea di prin­ci­pio forse è vero, ma non si può essere belle isole senza effi­caci col­lega­menti, nel web, e i por­tali di set­tore ser­vono pro­prio a questo, a rag­grup­pare realtà e a dare vis­i­bil­ità a tutti, indipen­den­te­mente dalla valid­ità e dalla pre­senza di un sito web.

Il mio viag­gio tra i por­tali com­mer­ciali offerti dal web parte da qui, dalla pre­sen­tazione delle crea­ture di Studioweb76 di Cre­mona, dell’amico e col­lega Davide Cav­al­leri. InfoCremona.com è una delle sue real­iz­zazioni più inter­es­santi (scar­ica la pre­sen­tazione) e con­sente alle attiv­ità com­mer­ciali di Cre­mona e provin­cia di ottenere una grande vis­i­bil­ità, forte­mente tar­get­tiz­zata, ad un costo min­imo. Ma per­ché un pic­colo negozio di provin­cia dovrebbe pro­muoversi attra­verso il web e su questo por­tale? Sem­plice, per­ché il web è il luogo in cui gli utenti cer­cano. E non cer­cano sola­mente quando hanno bisogno di qual­cosa, come avveniva con le vec­chie Pagine Gialle, ma cer­cano in con­tin­u­azione, pas­sano il tempo, val­u­tano idee, scam­biano opinioni.

Ecco per­ché i por­tali com­mer­ciali rap­p­re­sen­tano un buon inves­ti­mento, anche per le pic­cole aziende a carat­tere pret­ta­mente locale. Essere pre­senti in rete e sui por­tali sig­nifica essere trovati non soltanto da chi ci sta pro­prio cer­cando, ma soprat­tutto avere vis­i­bil­ità in un grande acquario di idee, desideri, oppor­tu­nità ed inter­azione. Già, per­ché le vec­chie Pagine Gialle comuin­ca­vano in una sola direzione, senza pos­si­bil­ità di conoscere quante dita ne avessero scorso le pagine pas­sando sul nos­tro nome senza nep­pure sof­fer­marsi o pen­sando “questo lo chi­amo dopo” senza poi farlo. Il web è inter­azione allo stato puro, meno “imbaraz­zante” della vec­chia tele­fonata ma più costrut­tivo, per­ché mon­i­tora­bile in tempo reale e sta­tis­ti­ca­mente attendibile.

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Vecchie aziende nuove idee: con il web si può!

idee web Vecchie aziende nuove idee: con il web si può!Sto pas­sando meno ore in rete, ulti­ma­mente, senza trascu­rare il web ma con­frontan­domi di più con la vita reale. Giro molto per strada, questi giorni, stu­pen­domi (senza troppa sor­presa) del numero di negozi chiusi, di locali in cerca di un nuovo affit­tuario, o vec­chi di trent’anni, superati, grigi e senza nes­suna attrat­tiva. La monot­o­nia di questo sce­nario è rotta soltanto dai negozi in fran­chis­ing e dalle grandi catene, che ten­gono il passo dei tempi ma appi­at­tis­cono le nos­tre città, con vetrine tutte uguali che sanno soltanto di plas­tica e di luci colorate.

Tutto uguale, da Roma a Cre­mona, da Torino a Cani­cattì, in tutti i cen­tri abi­tati con più di tot­mila res­i­denti. E’ la glob­al­iz­zazione, direte voi. Ma è così inevitabile che questo sce­nario eco­nom­ico trasformi le nos­tre città e le renda tutte uguali, men­tre centi­naia di pic­coli impren­di­tori ed eser­centi si ritrovano som­mersi dai deb­iti e costretti a chi­ud­ere? Davvero non c’è sper­anza di rab­ber­ciare gli squarci prodotti da 20–30 anni di colpev­ole rasseg­nazione ad un nuovo troppo ammic­cante e ricco di prof­ferte, per essere rifiutato?

Io credo pro­prio di no. Anzi, ne sono con­vinto. Uscire dalla crisi si può, senza illud­erci di poter scon­fig­gere un Golia fatto di multi­nazion­ali e di cen­tri com­mer­ciali, ma con la disponi­bil­ità a cam­biare le regole del gioco, ad inno­vare, a rimet­terci in dis­cus­sione. Le regole per met­tere in atto questo cam­bi­a­mento sono poche, in fondo:

  1. con­trap­porre il locale e “il pro­prio” al glob­ale e “all’altrui”
  2. con­trap­porre il “pic­colo ma effi­ciente” al grande e dispendioso
  3. con­trap­porre lo sviluppo di part­ner­ship e col­lab­o­razioni alla neces­sità di espan­sione e di monopolizzazione
  4. met­tere in atto il “think global act local”, svilup­pando nuove idee e strate­gie su scala locale
  5. svilup­pare con­tatti ed oppor­tu­nità sul web e sui social media, per con­tenere i costi e gener­are una pro­pria rete di contatti

Un inter­es­sante arti­colo pub­bli­cato su www.smallbizsurvival.com, inti­to­lato “4 rea­sons you need new small biz ideas”, ci sug­gerisce 4 buone ragioni per svilup­pare nuove idee;

  • Miglio­rare
  • Rin­no­vare
  • Espan­dersi
  • Cam­biare le regole del gioco

Con­cetti sem­plici ma illu­mi­nanti. Qual­si­asi azienda, infatti, ha un mar­gine di miglio­ra­mento, ma spesso si tende a sedersi sugli allori e ad assumere atteggia­menti con­ser­v­a­tivi. L’innovazione dovrebbe essere invece la strate­gia quo­tid­i­ana di cias­cuno di noi, oltre che delle aziende. L’espansione è una neces­sità del busi­ness, ma va riscritta e rein­ter­pre­tata, come già sot­to­lin­eato. Cam­biare le regole del gioco è la chi­ave di let­tura di tutta la strate­gia. E’ da questo impulso che si può venirne fuori, abban­do­nando i mod­elli imposti dalla grande dis­tribuzione e dalle multi­nazion­ali e ritor­nando alle orig­ini, alla val­oriz­zazione dei prodotti, delle idee e delle eccel­lenze del territorio.

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Come avere successo su Twitter (e non solo…)

Twitter InfluenceTwit­ter è uno strano acquario in cui nuotano pesci di tutte le razze e di tutte le dimen­sioni, per lo più in branchi e seguendo molteplici flussi e cor­renti. L’immagine non è mia, ma deriva da un ottimo esper­i­mento recen­te­mente messo a punto dadue infor­matici del Politec­nico fed­erale di Losanna e con­cretiz­zatosi nell’ambiente vir­tuale di Minsh (ne ho scritto tempo addi­etroin Pesci svizzeri molto social nell’acquario di Twit­ter…).

In questo esper­i­mento i pesci/utenti si aggregano in branchi in tempo reale, in base agli argo­menti trat­tati, per­me­t­tendo nuove conoscenze e nuovi scambi di opin­ione. Un’ottima esem­pli­fi­cazione di quanto accade real­mente su Twit­ter, ma quali sono gli ele­menti di suc­cesso per un indi­viduo o per un brand in questo canale? A spie­garlo prova oggi http://jeffbullas.com, con un sondag­gio lan­ci­ato la scorsa set­ti­mana (What Makes A Brand or Per­son Influ­en­tial on Twit­ter?) dal quale emerge che i prin­ci­pali fat­tori di suc­cesso (Twit­ter Influ­ence) sono:

  • la qual­ità e il val­ore dei tweet 22%
  • la capac­ità di influen­zare le azioni degli altri 18%
  • la “qualità”deifollowers 16%
  • il numero dei retweet ottenuti 16%
  • il numero dei fol­low­ers 8%
  • la qual­ità e popo­lar­ità del sito o blog che pro­muovono 7%
  • la fre­quenza dei tweet 6%
  • la fama o popo­lar­ità già acquisita 5%
  • altro 2%

Il 72% che emerge dalle prime tre voci la dice lunga sul senso di Twit­ter e su come perseguire il suc­cesso su questo e su tutti gli altri social media e net­work. Non si tratta in asso­luto di numeri, ma di sostanza. Solo l’8% dei parte­ci­panti al sondag­gio ritiene infatti che il numero dei fol­low­ers sia un sinon­imo di suc­cesso e di sicura influenza. Al con­trario, ben il 56% del cam­pi­one mette al cen­tro i con­tenuti e la loro capac­ità di:

  1. essere tweet­tati
  2. essere retwit­tati
  3. essere di spunto per le azioni degli altri

Su Twit­ter, dunque “Con­tent is King”, il Con­tenuto è Re, ed è questo che rende demo­c­ra­tico questo mezzo, oltre a san­cirne il suc­cesso. Poco importa se chi twitta sia più o meno famoso ed influ­ente nella vita reale (12% tra fama per­son­ale e popo­lar­ità del sito o blog); quel che importa è la qual­ità, l’originalitàe l’interesse del con­tenuto pro­posto. E’ questo il seg­reto del suc­cesso su Twit­ter, molto più che nella soci­età e nella vita reale, in cui l’apparenza e l’immagine spesso con­tano più della sostanza.

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L’Aquila, il futuro vola e passa per il web

OK Abruzzo, L'Aquila vola da teSe c’è una cosa che detesto è la “car­ità pelosa”, quella che fa audi­ence e atti­rare con­sensi, ma che costa troppa poca fat­ica per rap­p­re­sentare davvero un gesto nobile. Non dico che sin qui per l’Abruzzo e i ter­re­mo­tati de L’Aquila sia stato fatto questo, ma preferisco inizia­tive diverse e “pro-attive”, come quella del nuovo por­tale e-commerce www.okabruzzo.it, il cui slo­gan recita “L’Aquila vola a casa tua”.

Pre­sen­tato nei giorni scorsi alla stampa e apparso ieri su “Stri­cia la notizia”, il por­tale con­sente l’acquisto di moltissime qual­ità e tipolo­gie di prodotti tipici prove­ni­enti dalle zone col­pite dal ter­re­moto e con­sente alle aziende locali di pren­dere un po’ d’aria in un peri­odo in cui la crisi e il ter­re­moto hanno reso magri i bilanci ed incerto il futuro.

Il por­tale è pro­mosso dal Cen­tro Studi CODACONS-COMITAS, e spon­soriz­zato da Poste Ital­iane, AAMS – Ammin­is­trazione Autonoma Monop­oli di Stato e Sisal spa, MKT121 (Gruppo Markonet), con il patrocinio della Provin­cia dell’Aquila e con la col­lab­o­razione di Con­find­us­tria, Con­far­ti­gianato, CNA e Comu­nità Mon­tana Amiter­mina.

Com­pli­menti a tutti, per­ché è questo che serve, non i proclami. E nem­meno i soldi, piovuti da ogni parte del mondo e inca­paci, da soli, di far risorg­ere una città e una regione. Ci vuole di più. Ci vuole mod­ern­iz­zazione, inter­nazion­al­iz­zazione (che non sig­nifica glob­al­iz­zazione) sin­er­gia, coop­er­azione e strate­gia, per uscire da questa trage­dia e da questa crisi.  Tutte scin­tille che bril­lano timide in questo prog­etto, cui cias­cuno a suo modo può con­tribuire. Com­prando (acquisto min­imo con­tenuto a 25 Euro e spedi­zione gra­tuita), rega­lando buoni acquisto ad amici e par­enti, pro­muovendo, spon­soriz­zando ed appoggiando.

Il web è un grande vei­colo di mar­ket­ing, come sap­pi­amo.  Questo por­tale è soltanto un inizio, ma fa ben sper­are per le sorti di un popolo che ha sem­pre com­bat­tuto con­tro la natura e tal­volta con­tro l’umanità e le oppres­sioni, e che oggi forte­mente com­batte lo sta­tus di dis­a­gio cron­ico e di asse­dio medi­atico cui suo mal­grado è sot­to­posto. Basta proclami, dunque, basta inutile com­pas­sione e ben­venuta a questa nuova crea­tura web e al bene che potrà fare all’economia abruzzese.

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Claudio GagliardiniSono un esperto web (SEO, web mar­ket­ing, strate­gie di comu­ni­cazione) e scrivo di questo e di altri argo­menti (sosteni­bil­ità, ambi­ente, cohous­ing, scrit­tura) su questo e su altri blog.
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